Il cambiamento della famiglia (di Sabrina Marson)

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Il cambiamento subito dalla societĂ  negli ultimi anni ha portato le famiglie ad una metamorfosi che spesso crea confusione nei ruoli di padre e di madre; si osservano coppie dove la madre assume sia il ruolo materno che quello paterno, portando il marito ad essere solo un componente utile a stabilire una completezza fittizia del nucleo famigliare.

Nelle generazioni precedenti, nelle famiglie patriarcali il ruolo del padre era ben definito; era colui che lavorava e portava avanti la famiglia, era l’archetipo del cacciatore. La madre era colei che si occupava dei figli e della conduzione della casa. Oggi le donne lavorano, sono in carriera, indipendenti e autonome al punto di cadere nell’errore di sostituirsi nell’educazione dei propri figli al marito anche dove esso è presente. Madre e padre al contempo e ….la figura maschile? Dov’è? Madre e figlio inizialmente sono tutt’uno, ma il distacco è necessario per l’equilibrio della famiglia. Una buona madre deve essere capace di farsi da parte e lasciare spazio d’azione al  padre; deve permettere al marito di assumere le proprie responsabilitĂ  nell’educazione del bambino e non farlo sentire inadeguato. Spesso assistiamo alla nascita di coppie simboliche dove la donna tende ad esser donna, madre e padre. In questo modo i bambini crescono senza diventare veramente grandi, senza avere una differenziazione di ruoli, un modello dove rispecchiarsi. Come si può pretendere di “formare” un adulto se nella sua crescita un bambino non ha un giusto modello a cui far riferimento? Un uomo deve fare il padre e il marito; il legame con la madre è fondamentale, ma anche quello di un padre è importantissimo. La protezione che trasmette un padre al proprio bambino è diversa da quella che gli trasmette la madre. La madre deve evitare di assumersi tutte le competenze del ruolo educativo e se lo fa chiedersi il perchĂŠ: “PerchĂŠ non lascio spazio educativo al padre dei miei figli?” Non c’è un’unica risposta, le risposte sono molteplici a seconda della coppia, ma di sicuro esiste un denominatore comune: la mancanza di fiducia nel proprio partner. Un buon padre dal canto suo, deve aiutare la donna a tagliare il legame simbiotico con il proprio figlio, deve fare il marito e non permettere che si crei la nuova coppia madre-bambino, la coppia è formata dall’uomo e dalla donna, il figlio è il frutto d’amore di entrambi e non di uno solo. La coppia è la fusione di due individui diversi, ognuno con la propria storia che, giorno dopo giorno, si modifica formando un’unitĂ  che non annulla l’autonomia di ognuno, ma ne rinforza la complicitĂ .

Pubblicato da Dott.ssa Sabrina Marson counselorpsicofilosofica

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