Paura a due: la nascita di un fratellino

 

Per un bambino, la nascita di un fratellino o di una sorellina è un’esperienza molto forte: coinvolgente e positiva ma difficile da elaborare, a volte può anche risultare traumatica. Dalla triade mamma – papà – figlio si passa ad una dinamica affettiva molto più ricca ed articolata, costituita dalle molteplici interazioni tra i diversi membri del nucleo famigliare.

La paura di essere messo da parte, può far esplodere nel primogenito la gelosia nei confronti del nuovo arrivato che ha preso il suo posto nel cuore dei genitori: accade che il figlio maggiore possa attraversare un periodo di dubbio a proposito del proprio posto nel cuore di mamma e papà o che possa segretamente temere che i genitori lo dimentichino e lo mettano in secondo piano. La gelosia, causata dall’insicurezza e dalla paura di essere amato meno rispetto al fratello appena nato, si manifesta attraverso silenzi ostinati, comportamenti provocatori oppure il regredire ad abilità precedentemente acquisite. Spesso tali manifestazioni rappresentano una particolare forma di domanda che altrimenti i piccoli non saprebbero e non potrebbero esprimere: è la domanda sull’amore e sul posto che occupano in famiglia alla luce di queste novità.

La gelosia non è l’unico sentimento provato nei confronti del fratellino appena arrivato: inizialmente il bambino è attratto e incuriosito da questo “esserino”, prova tenerezza per le sue espressioni e i suoi sorrisi. Inoltre, sarà felice di avere un alleato, un complice, qualcuno con cui ribellarsi ai genitori: tutti questi sentimenti sono alla base dell’amore e dell’affetto verso il fratello, ma è inevitabile che la sua presenza provochi anche risentimento per l’attenzione e l’accudimento amorevole che riceve. L’emergere della gelosia, che il bambino fatica a controllare ed elaborare, mette in ombra tutti gli altri sentimenti ma, questi continuano ad esistere. Col passare del tempo, gradualmente la gelosia si attenuerà e si ridimensionerà, ciò renderà maggiormente evidenti tutte le altre componenti che caratterizzano il rapporto tra fratelli.

Anche per i genitori la nascita del secondogenito non è un evento facile da gestire poiché comporta dubbi, incertezze, paure e sensi di colpa nei confronti del primogenito che temono di trascurare. Mamma e papà si chiedono quale sia il modo più giusto di comportarsi in quanto genitori e come gestire efficacemente i rapporti tra i figli; spesso arrivano a constatare che i figli non sono tra loro uguali. Per cercare di essere giusti e imparziali è necessario partire proprio da ciò che differenzia i propri bambini: un figlio è più piccolo, l’altro è più grande, il primo ha dei gusti, il secondo ne ha altri, i genitori si trovano di fronte al tentativo, impegnativo e complesso, di accogliere le particolarità e l’unicità di ognuno. Ciò che più conta è l’accettare di poter amare i propri figli in modo diverso: ogni bambino occupa un posto unico nel cuore di mamma e papà, non sono tutti uguali e nessuno spodesta l’altro nell’intimo dei genitori perchè è arrivato in un momento diverso della vita, perché ha un significato differente all’interno della coppia e sarà una persona diversa, unica. Non si deve temere il confronto tra fratelli e fra figli; esso è inevitabile sia per i genitori sia per i bambini perchè è un modo per instaurare una relazione, per conoscersi reciprocamente: i fratelli litigano, si appoggiano a vicenda, si aiutano, si imitano l’uno con l’altro, imparano a competere, a negoziare, a cooperare, a creare un legame affettivo, a crescere insieme.

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