10 cose che una mamma che deve lottare in Tin dovrebbe sapere

Quest’anno per la Giornata Mondiale della Prematurità vorrei scrivere qualcosa di diverso. Insomma, sono passati quattro anni dai lunghi mesi in terapia intensiva e ho un po’ preso le distanze (si fa per dire!) da quanto accadde allora. Dunque, ho pensato ad alcune cose che ho imparato in quel periodo e che, forse, mi avrebbe confortato sapere prima. E’ chiaro in realtà che in simili circostanze non si possono dare consigli, ognuno deve trovare da sé le proprie strategie, e, in ogni caso, è difficile seguire anche il consiglio più sensato.

Però…

1. Non sentirti in colpa.

Lo so che qualcosa dentro di te ti dice che è colpa tua, perché sei tu che avresti dovuto portare avanti quella gravidanza e non l’hai fatto. Sei quindi una madre inadeguata, una donna che non è riuscita a svolgere il più importante dei compiti: custodire dentro di sé il suo bambino fino al momento giusto. Bene, non è così. Prenditela con chi vuoi, con il destino, con Dio, con la vita, ma non con te stessa. Quanto è accaduto, non dipende da te. Che, anzi, sei una mamma fantastica perché hai troverai dentro di te forze delle quali neanche sospettavi l’esistenza.
Non sentirti in colpa neanche se non riesci ad allattare: tirarsi il latte sei-sette volte al giorno è estenuante, dunque, fallo solo se ti fa sentire utile, se non ti pesa eccessivamente. Il latte materno è prezioso per i bambini, ma lo è ancora di più una mamma in forze.
E ancora, non sentirti in colpa se riesci a dormire, se qualche volta riesci a ridere o a mangiare o a sognare, nonostante tutto.
Non sentirti in colpa se per un giorno non vai dal tuo bambino o mandi il papà a fare la marsupio terapia: ti attendono magari tanti mesi in Terapia Intensiva, un giorno puoi anche dedicarlo a te stessa, per riposarti un po’. E questo non farà di te una cattiva madre.

2. Non avere paura di vedere il tuo bambino per la prima volta.

Lo troverai bellissimo. Intubato, minuscolo, non esattamente come lo sognavi, magari, ma lo troverai semplicemente meraviglioso. Non avere paura di non riuscire ad amarlo: lo amerai, eccome. Di un amore talmente incondizionato da farti stare male. Non ci sono dubbi.

3. Non pensare troppo al futuro.

Eh, facile a dirsi. Te lo consigliano anche i medici. Ma vedrai che presto capirai che questa è l’unica strategia per non impazzire: in Terapia Intensiva ogni giorno contiene tutto e il contrario di tutto. Progressi e passi indietro, speranza e terrore. Si vive sulle montagne russe, in terapia intensiva, ma quello che all’inizio sembra insopportabile, diventerà poi la tua routine. Ce la farai.

4. Fatti delle amiche.

Nessuno ti può capire come le tue compagne di viaggio, le altre mamme che vivono con te la stessa esperienza. Dunque, chiacchiera con loro, diventate amiche. Insieme ce la farete. E, poi, non vi lascerete più, neanche fuori da lì.

5. Non farti nessun tipo di problema rispetto al mondo esterno.

Ora sei tu a essere in difficoltà, quindi, frequenta/senti/informa solo le persone che sanno farti sentire meglio, quelle a cui tieni e in grado, se non di capire, almeno di starti vicino. Tutte le altre, lasciale perdere. E’ un ripulisti che servirà anche nella tua vita dopo la Tin. Sì, perché ci sarà un “dopo” anche se adesso non riesci a vederlo.

6. Chiedi ai medici tutto quello che vuoi, ne hai il diritto.

I medici sono persone come tutte, che svolgono il loro lavoro, spesso con estrema dedizione. Non sentirti in soggezione, parlare con i genitori fa pure parte del loro lavoro. Identifica tra i medici e gli infermieri quelli con cui sei più in sintonia e prendili come tuoi punti di riferimento durante questo viaggio, interpellali, chiedi chiarimenti, arrabbiati, se ti sembra giusto.
Non aver paura di non poter imparare a gestire tante piccole cose del tuo bambino: diventa anzi il più autonoma possibile. Vedrai che presto per te leggere il monitor o posizionare la sonda sul piedino del piccolo diventeranno operazioni abituali, come per le mamme là fuori cambiare un pannolino.
Evita, ti prego (ma so che non lo farai!) di cercare in internet le patologie e i problemi medici del tuo bambino o le statistiche sui prematuri. Non servirà ad altro che aggiungere angoscia all’angoscia. In internet si trova di tutto, e comunque ogni caso è a sé, nel bene e nel male.

7. Ricordati che non sei sola.

Hai un compagno che soffre accanto a te. Non sottovalutare il suo dolore, fatti aiutare, non permettere che la Tin vi allontani. Ognuno vive la sofferenza a modo suo, ma sicuramente anche il papà di quel minuscolo bambino ha il cuore spezzato.

8. Non vergognarti a chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta.

Troverai sempre qualcuno, là fuori, pronto a minimizzare quello che ti sta accadendo. Bene, quello che stai vivendo è terribile, faticoso, doloroso. Difficile fare la pace con un evento del genere. Dunque, se ti sembra di non farcela da sola, chiedi aiuto a un professionista. Molti ospedali ne mettono uno a disposizione dei genitori dei piccoli ricoverati. Approfittane. Anche se sei una di quelle, come me, che credeva “non servisse a niente”. Non è vero. Un’ora per se, per mettere a fuoco le proprie emozioni in un momento come questo può essere di grande aiuto.

9. Non idealizzare il giorno in cui uscirete, ma non averne paura.

Può darsi che quel giorno tu sia meno contenta di quello che credi, probabilmente sarai terrorizzata perché la Terapia Intensiva diventa in qualche modo rassicurante e l’idea di ritrovarsi a casa con quel piccolo, fragile bambino, fa molta, molta paura. Ma ce la farai. Anzi, sarai bravissima. Anche a casa, anche da sola.

10. Sei una mamma Tin, ma sei anche una mamma come le altre…

Dimenticavo: il nasino del tuo piccolo, non rimarrà schiacciato. Sarà un bellissimo nasino come tutti. Lo so che ci hai pensato e te ne sei anche un po’ vergognata, perché con tutti i problemi che ha e potrà avere il tuo bambino quello del nasino schiacciato sembra una sciocchezza. Ma ci hai pensato, perché, in fondo, sei anche tu una mamma come tutte.

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8 responses

  1. Giuli mi hai emozionato davvero. Lo hai fatto quel giorno in cui dopo tanto silenzio raccontasti cosa fosse accaduto e lo hai fatto adesso per motivi diversi. All’epoca pur leggendoti da sempre non ho avuto coraggio di scrivere nulla. Mi sembrava banale, sciocco…d’altronde ti seguivo in silenzio per cui era giusto che rimanessi in silenzio anche in quella circostanza. Come potevo esprimerti solidarietà proprio in quel momento? Per quel che vale lo faccio ora. Scusa la lungaggine.
    Questa estate una mia carissima amica ha partorito prematuramente, a causa della pressione alta, con un cesareo d’urgenza. Io ero lì sola. A causa dell’urgenza suo marito e sua madre stavano arrivando ma non erano lì a supportarla. Io ero impotente. Impietrita dalla paura. Ho raccolto tutto il mio coraggio per farle sapere quanto le volessi bene e che SI sarebbe andata bene perchè il suo campione era già tale. Ne ero convinta. Lei prima di scendere mi disse che era colpa sua e che se suo figlio non ce l’avesse fatta sarebbe stata solo e soltanto x causa sua. Io con tutta la rabbia che avevo dentro le ho detto che così non era e che suo figlio avrebbe visto la luce perchè aveva voglia di vivere e di conoscerla e di ringraziarla per averlo tenuto a 45 anni. Poi è nato. Io sempre lì. Giuli era minuscolo ma bellissimo. Abbiamo avuto paura anche x lei che ha rischiato di morire…ci è andata vicinissima. Leggere il dramma negli occhi di suo marito non lo dimenticherò mai. Dopo circa un paio di mesi di tin finalmente è tornato a casa. Ora è bello più del sole ma la mia amica prova ciò che hai scritto. Per questo le ho comprato il tuo libro (senza nemmeno leggerlo). Ti sembrerà assurdo ma in quei momenti drammatici le persone che mi hanno aiutato sono state 2. Tu senza saperlo (è stato come un flash). E un’amica che ha vissuto la tin ed ora ha una bambina di 3 anni meravigliosa. E’ stata lei sia nei giorni precedenti al parto e sia durante quei momenti concitati a dirmi cosa dirle e cosa no (anche al marito ed alla sua mamma). Di persone che vorrebbero aiutare ce ne sono tante. Spesso inconsapevolmente xò fanno solo danni. Per questo avere un parere da chi ci è passato aiuta. Forse sono andata nettamente fuori tema del post ma ti volevo ringraziare. Certo sono le mamme (e i papà) a vivere la tin ma anche per i fratelli a casa, per mamme e suocera, cognati, amici stretti non è facile. Non è facile aspettare. Non è facile farsi da parte. Non è facile aiutare anzi spesso si fa solo peggio. La maggior parte delle volte il voler supportare crea l’effetto opposto perchè effettivamente non si sa cosa si prova. Per cui grazie per questi consigli che se anche sono diretti alla mamma secondo me aiutano anche chi è intorno.
    Concedimi un’ultima battuta. Volevo dire grazie a persone come te e come l’amica che mi ha suggerito i comportamenti da adottare (se stai leggendo si sto parlando proprio di te <3) perchè non si mettono su un piedistallo, come l'80% delle neo mamme "normali". Voi siete si super mamme ma invece avete un'umiltà imbarazzante…perchè parlate solo con il cuore.

    • Ciao Cri, grazie, non sai cosa significa per me sentirmi dire di essere stata di un qualche “aiuto” a chi ha vissuto un’esperienza come la mia.
      Il mio libro in realtà non parla di Tin, ma, con Francesca Santarelli, ci siamo concentrate sui piccoli problemi che qualunque mamma si trova a dover gestire nel primo anno di vita del suo bambino. Non ti nascondo però che il progetto di un libro in cui si parli di Tin c’è eccome…vi terrò ovviamente aggiornate sugli eventuali sviluppi!

  2. Ho le lacrime agli occhi, perchè leggere (scritto da altri) dopo tre anni e mezzo quello che ho provato alla nascita delle mie due bimbe, mi ha toccato veramente.
    Grazie di cuore! Tutto quello che è scritto a me è successo e ancora adesso non riesco a non commuovermi e a non pensare che sono una mamma TIN anche io!
    Cristina

    • Grazie a te, Cristina, per aver letto questo mio post. L’ho scritto di getto perché quelle emozioni, anche a distanza di anni, non abbandonano mai nessuna di noi! Un abbraccio!

  3. fantastica Giuliana e anche Cri per i vostri commenti non aggiungo altro sono troppo commossa e fatico a scrivere.. vi faccio applauso e uno anche a Silvana se lo merita!!

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