DI BORSE E LAVORO DEI NOSTRI RAGAZZI

Bentornate amiche mie! Spero che abbiate passato delle belle vacanze e che ora siate pronte al rientro.

In effetti oggi, in questo primo post dopo l’estate, avrei voluto parlare di viaggi, di estate o di back to school, ma poi…

Poi ho suonato il campanello delle ragazze universitarie che abitano sul mio piano. Come già in passato, ero alla ricerca della baby sitter perfetta e soprattutto a chiamata: missione non semplice, come voi sapete.

Ho chiacchierato un po’ con delle ragazze che niente hanno a che fare con gli stereotipi dei giovani di oggi, tutti cellulari e niente vita reale; due ragazze del Sud, che studiano per realizzare, un giorno, i loro sogni. Quello, per esempio di avere un lavoro dignitoso e mettere su famiglia, anche per dare un senso a questi anni di studio lontano da casa. Ragazze che, tra un corso e un esame, sarebbero ben contente di guadagnare qualcosa facendo giocare per qualche ora i miei bambini.

Mentre ascoltavo le loro storie, pensavo a tutte le ragazze che, negli anni, sono passate da quell’appartamento. Tutte impegnate, serie, dai risultati eccellenti. E poi? Con alcune di loro sono rimasta in contatto. Quanti stage senza nessuna prospettiva, quante speranze e quanti sogni infranti! E, soprattutto, quanto talento, intelligenza e impegno buttati via da un Paese che non lascia spazio al futuro.

E poi sono tornata a casa, augurando in cuor mio alle ragazze di trovare la loro strada, di riuscire a realizzarsi, qui o magari altrove. Ho aperto Twitter e, con stupore, ho trovato come primo hashtag #carpisa. Leggendo qui e là, mentre la speranza in un fake andava svanendo, ho visto che il noto marchio propone, a chi abbia prima acquistato una borsa, di realizzare, ovviamente gratuitamente, un piano di comunicazione nella speranza di vincere poi uno stage da 500 Euro nell’ufficio marketing Carpisa di Napoli.

Tu, cara ragazza di belle speranze, compri una borsa, elabori un piano di marketing dedicando tempo e professionalità al progetto e, se sei fortunata, vinci uno stage senza possibilità di assunzione per 500 Euro. Detto in altri termini, dopo aver acquistato dal brand, dopo aver regalato al brand il tuo lavoro, vai a farti sfruttare per quattro soldi per un mesetto, senza prospettive, ovviamente.

Ora, io vorrei dire a tutte le ragazze tentate dalla delirante offerta, di non lasciarsi trattare così, vorrei dire che il lavoro, in quanto tale, non può mai essere gratis, che non bisogna svendersi, che non bisogna regalare il proprio tempo, le proprie competenze e neppure il proprio entusiasmo, a chi non ne ha nessun rispetto. Vorrei dirlo ma non posso, perché io stessa, in un altro campo (quello accademico) ho lavorato gratuitamente, io per prima capisco cosa vuol dire aggrapparsi a un sogno e crederci veramente. So cosa vuole dire essere consapevoli delle proprie capacità e avere la certezza che, come ci hanno insegnato fin da sempre, se si ha talento e ci si impegna, si arriva. So cosa vuole dire ripetersi che, in fondo, un po’ di gavetta ci sta, che si hanno solo 25, e poi 26 e poi 27 anni e che ancora un po’ si può stare al gioco. Qui non è questione di gavetta, è questione di mancanza di rispetto. Perché poi il passaggio dai 25 ai 30 e poi ai 35 è un attimo, e allora sarà pesante e sempre più intollerabile. E allora il sogno infranto farà ancora più male. E saranno ancora meno le possibilità di costruirsi una propria autonomia.

Mentre accendevo il pc e sentivo i bambini saltare sui divani, ho pensato che oggi una delle nostre responsabilità più grandi sia quella di dare loro sì radici profonde, ma anche grandi rami, che possano portarli, se necessario, lontano da noi, lontano da qui, per costruirsi un’ autonomia vera, fatta di dignità e rispetto per se stessi.

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4 responses

  1. Ciao Giuli,
    quando ho letto l’articolo giorni fa anch’io credevo fosse falso…non riuscivo a credere a ciò che leggevo. Più leggevo, più il disgusto mi assaliva.
    Quando si sente in tv che i giovani d’oggi sono penalizzati è assolutamente vero. Se hanno competenze, possibilità economica, perché no un po’ di fortuna…possono tentare una carriera all’estero. In caso contrario fanno la fame x un bel pezzo.
    La cosa allucinante è che chi dovrebbe tutelare su questi scempi tutto fa tranne che questo.
    Scusa l’enfasi ma avendo una figlia alle superiori ed un’altra che quest’anno dovrà scegliere quale indirizzo prendere x creare le basi x il proprio futuro…beh leggere queste notizie mi fa salire il sangue al cervello.
    Come sempre la sintesi non è il mio forte.
    Un bacione

    • Ciao CriCri! Sì, hai proprio ragione…e purtroppo è anche vero che, per vari motivi, non per tutti è possibile andare all’estero…

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