Il parrucchiere cinese

Non sono molte le cose milanesi che mi mancano quando mi trovo, come ora, in montagna.
Dovessi dire quello che mi manca davvero, è il parrucchiere cinese. Ebbene sì.

Chi non c’è mai stata, scagli la prima pietra.

All’inizio li abbiamo guardati un po’ in distanza, i negozietti dall’aria un po’ dimessa, non molto chic, pensando che mai e poi mai ci avremmo messo piede.

Poi, per caso, un lunedì mattina o una domenica pomeriggio, avevamo bisogno di una piega e, spinte dalla necessità, ci siamo entrate, spingendo la porta a vetri con le scritte un po’ staccate, con l’insegna sgarrupata e le foto anni Ottanta attaccate storte.

E da quella prima volta, non abbiamo più smesso.

Ogni tanto ci abbiamo incontrato amiche insospettabili, conoscenti snob che, con aria indifferente, sfoderavano uno shampoo Kerastase dalla borsa Vuitton e lo consegnavano fiduciose alle esperte mani del ragazzo cinese, di solito gentilissimo.

Del resto, i vantaggi non sono pochi e spingono quasi tutte a chiudere un occhio di fronte alla pulizia non proprio impeccabile o agli asciugamani non esattamente morbidi. E non si tratta solo del prezzo.

Innanzitutto, al parrucchiere cinese puoi chiedere tutto quello che vuoi, anche solo una passata di piastra veloce in un giorno di pioggia. Lui non farà una piega, per restare in tema. E ti passerà la piastra in cinque minuti senza commenti.

Niente chiacchiere inutili, dal parrucchiere cinese, ma solo l’essenziale (piega? piastla? olio? 7 Eulo, glazie). Nessun problema a portare il proprio shampoo, il proprio balsamo o anche il proprio colore.

E, soprattutto, nessuna attesa, mai. Anche se si entra quando il negozio è pieno di gente, in un attimo si è fuori, con i capelli perfetti.

Dopo approfondite analisi, sono giunta alla conclusione che non è solo una questione di prezzo, ma di servizio. E credo sia proprio dal servizio che dovrebbero ripartire i nostri parrucchieri meneghini: se è impossibile abbassare i prezzi ai livelli cinesi e stare perennemente aperti come loro, offrire un servizio più flessibile e conveniente potrebbe essere la carta vincente.

O no?

6 responses

    • ciao Natalia e scusami il ritardo con cui ti rispondo ma sono rientrata ieri… Non saprei dirti a città studi dove andare, io sono in un’altra zona, ma sicuramente non mancheranno anche lì…Vedrai che ne trovi quanti ne vuoi!
      Un saluto!
      Giuliana

  1. anche io Giuliana vado dai cinesi, spendo per shampoo taglio piega € 10.00 sono sempre aperti veloci e puliti, in tutti gli altri posti pe rlo stesso trattamento almeno 45 euro.. ora da pensare no?

  2. Scaglio la prima pietra.
    Mai stata da un parrucchiere cinese. anzi non ho mai incrociato un negozio di parrucchiere cinese. Nella mia zona mai visti, forse ci sono, ma io mai notati. Comunque anche se lo vedessi non entrerei, sono una fifona, tempo fa ho letto, non ricordo se proprio su tgcom di una ragazza che a causa di una tinta fatta in un negozio di cinesi, ha avuto un danno al cuoio capelluto, non le ricresceranno i capelli, e l’asportazione di una parte di osso.

    • Incubo!!!! Sì certo, mai usare le tinte dei cinesi…ormai noi esperte di parrucchieri cinesi sai cosa facciamo? Acquistiamo il colore professionale e andiamo dal cinese con quello…così, nessun rischio!

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