IN AEREO CON I BAMBINI: CONSIGLI SEMISERI PER USCIRNE VIVI!

Tempo di vacanze, amiche mie. Per alcune, tempi di viaggi. Il che è bello, bellissimo, ma con i bimbi al seguito, può essere anche faticoso.

Quest’anno, vista la nuova location del lavoro i mio marito, e avendo io deciso per il momento di non entrare a fare parte della categoria delle “mamme espatriate“, mi sono cimentata spesso e volentieri con viaggi aerei, da sola, con bambini al seguito. In quelle occasioni mi sono chiesta come migliorare la mia performance di mamma non espatriata ma con marito (quasi) espatriato e ho anche osservato con occhi diversi rispetto al passato le altre mamme con bambini urlanti al seguito. Con maggiore comprensione umana, diciamo.

Le conclusioni cui sono giunta, basate sulla mia esperienza diretta e su quanto appreso in aeroporto, sugli aerei e nelle chiacchierate con vere mamme espatriate doc, magari anche dall’altra parte del pianeta, sono le seguenti.

1. Documenti a portata di mano. Sembra semplice, ma è punto fondamentale. Controlli e ricontrolli, valige, borse, giacconi (se è inverno)…non avere i documenti a portata di mano è un problema. Dunque, la (tragica) conclusione a cui sono giunta è che sia utile (ebbene sì!) un marsupio. Lo so, le mia colleghe blogger, ma non mamme blogger pasticcione, ma le fashion blogger, staranno rabbrividendo dietro i loro laptop fighissimi, abituate ad aggirarsi per gli aeroporti con l’ultima Vuitton e a tenere i documenti nel portafoglio abbinato. Ma qui si parla di comodità, punto fondamentale nel viaggio aereo bambinesco. Ho ripescato da un cassetto un marsupio piatto, che in pratica neanche si vede sotto la maglia. Potremmo definirlo ultra-light pocket o ultra-slim pocket, per renderlo un po’ più chic. Ma sempre un po’ trash resta. Pazienza. Al massimo, lo noterà il doganiere, ma questo poco importa. Una mamma in viaggio con bambini al seguito non ha tempo per flirtare.

2. Assegnare a ogni bambino una propria valigetta. Lo so, sembra rischioso, molto rischioso, ma è utile per due motivi. Innanzitutto, i bimbi, con il loro trolley da portare in giro, si divertono molto, si sentono autonomi e grandi. Inoltre, anche in un mini trolley da bambino (e ce ne sono di bellissimi, giuro!) una mamma esperta riesce a cacciare dentro l’inverosimile, ampliando così a dismisura le possibilità del bagaglio a mano. Unica cosa importante, contare sempre il totale dei pezzi che si portano in giro come bagaglio a mano. Per esempio: un trolley da adulto + una borsa + due trolley baby = 4 pezzi. Nei vari spostamenti per l’aeroporto avremo così sempre la certezza di non dimenticare niente. Eventuali bambini piccolissimi, che ancora non camminano, contano come un colle in più (un po’ brutale, ma meglio evitare dimenticanze). In questi casi andrà probabilmente aggiunto un passeggino.

3. Prendersi tempo. Lo so, magari in passato abbiamo preso in giro le nostre mamme che andavano alla stazione del treno ore prima del dovuto per la paura di perderlo. Bene, avevano ragione loro. Prendiamoci un po’ di tempo in più di quello che faremmo senza bambini: non si sa mai. Se il gate è lontano, un bambino piccolo ci metterà ore per raggiungerlo, secoli a percorrere tutti i chilometrici tapis roulants, si fermerà nei negozi, avrà fame, sete, dovrà fare pipì o altro…E con l’ansia di perdere l’aereo rischiamo di andare in tilt.

4. Facciamoli sentire importanti, chiediamo loro di individuare sul monitor il nostro aereo, di cercare l’indicazione per il gate giusto, di mettere la loro giacchetta o la nostra cintura nella vaschetta dei controlli. L’aeroporto può essere entusiasmante per i bambini…Se poi li abbiamo preparati già da casa con un libretto sul tema, saranno affascinati e le ore di attesa passeranno più veloci.

5. Non contiamo troppo sui viveri dati in aereo. Qualche volta dare in mano un dolcetto a un bambino urlante è l’unica. Meglio avere sempre con sé gli snack giusti per ciascuno. E poi, l’acqua: riserve d’acqua siano con noi. Non importa se abbiamo dovuto buttare via tre bottigliette piene prima dei controlli, ricompriamole anche dopo i controlli: ai bambini viene sete sempre quando le hostess non possono portare l’acqua (atterraggio, decollo, eventuali turbolenze).

6. Nel caso in cui si imbarchino i bagagli, sempre, nel bagaglio a mano, un kit di emergenza. Questa è regola universale, che mi ha più volte salvata anche in situazioni estreme, tipo in Africa, dove il bagaglio imbarcato mi ha rocambolescamente raggiunta giorni e giorni dopo l’arrivo. Ma con i bambini diventa ancora più importante. Quindi: uno spazzolino per ciascuno, un pigiamino, eventuali pannolini, se necessari, e se ci stanno un completo maglietta e pantaloni sempre nel bagaglio a mano.

7. Per intrattenerli in aereo, iniziamo con la rivista della compagnia, c’è sempre qualcosa che interessa i bambini, come la mappa delle rotte coperte dalla compagnia e i disegni di tutti gli aerei, oppure, per le bambine, le foto dei prodotti duty free. Poi passiamo al libro che, ovviamente, ci saremo portate e, infine, asso nella manica, un giochino tutto nuovo, magari incartato come un regalino, che i bambini ci passano un po’ di tempo (album pieni di stickers, per esempio, sono un must da aereo). Si sa, la novità piace. Evitiamo giochi con pezzi piccoli che saremmo poi costrette a infilarci sotto i sedili per prenderli.

8. L’annosa questione del doudou, ovvero, il peluche preferito, l’amico inseparabile. Chiaro che, in teoria, sarebbe l’ideale lasciarlo a casa, perché perderlo sarebbe una tragedia. Ma, essendo appunto l’oggetto più amato dal nostro bambino, è impensabile abbandonarlo, seppure per un breve periodo. E, allora, non ci resta che portarlo. Inutile dirlo, nel bagaglio a mano, ma io ho brevettato un security device di tutto rispetto, che consiste in un moschettone, di quelli tipo portachiavi, da legare alla nostra borsa e a cui agganciare l’amico (se guardate bene lo vedete anche nella foto, questo è il modello da passeggino!). Inutile correre rischi (io, in questo senso, ho già dato anni fa!).

9. Last, but not least: il sacchetto delle schifezze, e cioè un sacchettino di plastica da tenere in borsa, in cui infilare tutta la pattumiera accumulata durante il viaggio che non riusciamo magari a farci ritirare dalla hostess. Già i bambini considerano normalmente la nostra borsa una pattumiera. Figurarsi in queste occasioni, in cui accumulano tonnellate di rifiuti: e la carta della caramella, e la salvietta con cui abbiamo pulito il faccino, e la bottiglietta vuota, e il bicchiere ancora sporco di succo che ci ritroviamo in mano sulla scaletta scendendo e non sappiamo dove ficcare. Ecco, un sacchettino serve sempre.

10. Entrare nell’ottica che la vacanza non inizia all’arrivo, ma alla partenza, non appena ci si chiude la porta di casa alle spalle. Per i bambini è così, deve esserlo anche per noi. Viaggiare con i bambini può essere una bella avventura, giuro!




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4 responses

    • Ciao Marina, grazie mille! E complimenti per il tuo blog! L’idea della rubrica top of the post è veramente bellissima!
      A presto! G

  1. Giulina fantastica a me davano della pazza quando jacopo aveva due anni e siamo andati a minorca in aereo, vacanza stupenda ( consiglio vivamente il Sol falco Gruppo Melia) organizzata se posso senza offesa melgio di te, rifatta negli anni a venire e come dici tu a volte le cose basta guardarle con gli occhi dei bambini.. tanto stress si risolverebbe magnificamente!

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