IO E TE, PER SEMPRE

L’altra sera sono scesa di corsa al supermercato sotto casa. Ho arraffato dagli scaffali quello che mi serviva, lamentandomi nervosa del fatto che sia cambiata tutta la disposizione delle corsie facendomi perdere secondi preziosi. Sono corsa alle casse automatiche, in due secondi ho passato tutta la spesa, ho pagato, ho cercato di aprire e staccare tra loro i sacchetti biodegradabili e mi sono diretta verso l’uscita. Lì, a pochi metri dalle porte scorrevoli, sono stata costretta a fermarmi e a rallentare, perché davanti a me c’era una coppia molto anziana: lui, pantaloni beige e camicia azzurra, stringeva nella mano destra la spesa e nella sinistra la mano di lei. Lei, elegantissima in un tailleur pantalone bianco, camminava piano, un po’ curva, stringendo a sua volta con la mano deformata dall’artrite quella di lui. Camminavano lentamente, giustamente incuranti della frenesia di chi si sente sopraffatto dalle troppe cose pratiche da fare. Non se ne parlava proprio di passare davanti, di portar squilibrio in quella scena perfetta.

Ho rallentato fino quasi a fermarmi e sono uscita dietro di loro. Non ho voluto superarli nemmeno per strada, perché erano troppo belli.

Che mondo era quando si sono sposati? Quali cieli avranno guardato insieme, quali strade avranno percorso? Quanta storia, del paese e del mondo, è passata loro accanto? Quali guerre avranno visto, quali battaglie combattuto? Avranno avuto dei figli?

Avranno litigato, si saranno traditi, si saranno chiusi nel silenzio, magari tante e tante volte.
Avranno fatto l’amore e pianto e riso. Saranno stati felici e avranno sofferto. Comunque, sempre, insieme.

E allora ho desiderato tanto, per me, quella cosa lì. Quell’amore difficile, faticoso. Bellissimo. Che ti accompagna per mano fino al tramonto.

E ad un tratto, proprio mentre stavo per tornare con il pensiero alla cena da preparare e alle mille cose da fare, la signora ha voluto svelarmi un piccolo segreto di quell’amore lungo mille anni: ha guardato il marito con un guizzo di vita negli occhi e, sfiorandosi l’orecchino di perla con la mano sinistra, gli ha chiesto: questa sera l’aperitivo vuoi farlo fuori o a casa?

 

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