La determinazione, i mulini a vento e gli incontri della vita

Ok, questa mattina io, con tutti i miei sogni, la mia determinazione e la mia fiducia nel fatto che le cose belle accadono veramente, qualche volta, mi sono schiantata contro la realtà, dritta dritta sul selciato della realtà. Un po’ di male me lo sono fatta, dai.

Ci speravo perché ci credevo e ci credo: quel libro deve uscire. E sono sicura, ma proprio sicura, nella mia presunzione, che quel libro piacerebbe a molte delle lettrici di questo mio blog. Anzi, siete proprio voi che mi avete spinta a scriverlo, e io l’ho scritto. Ed è anche stato apprezzato da chi si occupa di libri, talmente tanto che anche chi l’aveva letto e presentato in casa editrice aveva la voce triste nel comunicarmi che no, per una logica commerciale che qui non sto a spiegarvi, non esce. Non adesso, non con quell’editore.

Allora ho cominciato a rimuginare un po’ sul confine tra la determinazione e l’eccessiva ostinazione, tra la forza e l’illusione. Insomma, ma ne vale la pena? Di sognare cose belle e cercare di realizzarle, di investire infinite risorse in progetti che mal si adattano alle logiche del denaro, del profitto, dell’immediatezza, della facilità, della superficialità?

E così ho pensato alle persone che ho incontrato nella mia vita e che non si sono arrese mai. Che hanno creduto in quello che facevano, pensavano, dicevano anche a costo di non essere capiti da tutti. E improvvisamente una persona che neanche ho mai visto in faccia, ma che per una serie incredibile di circostanze e intrecci che risalgono a mille anni fa ho virtualmente incontrato, mi ha ricordato che in realtà di persone appassionate ce ne sono in giro, basta saperle scovare. E che comunque la cosa più importante è trovarsi simpatici quando al mattino ci si guarda allo specchio (lui ha detto quando ci si fa la barba, ma nel mio caso non è applicabile).

E in effetti ho pensato che a quarant’anni sarebbe ora di capire che solo il giorno in cui lascerò perdere, in cui questo non sarà più l’unico modo in cui sono capace di vivere, in cui la realtà mi calzerà perfettamente e non avrò più questo spirito donquichottesco, ecco, solo allora non mi sarò più simpatica. Ma proprio per niente.

Dunque, smetto immediatamente di essere triste e comincio subito a cercare un altro editore.

Vi farò sapere!

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4 responses

  1. Cara Giuly, inutile dirti che ce la farai, perchè noi sognatrici testarde siamo così, riusciamo a scontrarci e a oltrepassare qualunque turbolenza e dunque cosa vuoi che sia un innocuo mulino a vento, che ci sbarra la strada? 🙂
    F

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