La gatta Ofelia e me (che non ho mai amato i gatti)

IL PRIMO GIORNO

Siamo arrivati in montagna mercoledì scorso. Abbiamo viaggiato in treno io e i bambini, con valigia, zaino del pc, monopattini e chi più ne ha più ne metta. Arrivati nel vialetto davanti a casa abbiamo sentito, inconfondibile, il pianto di un gattino. Abbiamo cercato e eccolo lì, il piccolo: tutto nero, con le zampine bianche tipo stivaletti e gli occhioni verdi.

Ci guarda, piange, ma ha paura. Scappa via, non si lascia avvicinare. Ma poi, torna. Si mette nel giardinetto e piange.

“Maaammaaaa! Dobbiamo dargli da mangiare!”
“Ok, poverino, diamogli qualcosa. Un po’ d’acqua, qualche pezzettino di bresaola, che ho solo quella”.
Mangia avidamente e scappa via. Addio, gattino.

Dopo un’ora, è di nuovo lì, miagola, piange e mi guarda. Ha gli occhi arrossati, un po’ sporchi. Sembra che voglia entrare in casa ma poi scappa via. “Bimbi, è andato, è un gattino randagio”. Ciao ciao.

A me poi i gatti non piacciono, mai amati.

La sera, torna. Si lascia un po’ avvicinare, ma ancora non si fida.
“Mamma domani gli compriamo la sua pappa?”
“Mmmmmm….vedremo”.

IL SECONDO GIORNO

Il giorno dopo, al supermercato, ho preso dei croccantini per gattini piccoli. Boh, andranno bene? Mi sono chiesta. Ma sì, sono per i piccoli. Quelli che ci sono sopra mi sembrano più o meno come lui.

Al pomeriggio andiamo a fare una passeggiata. Il gatto ci segue. A distanza, ma ci segue.
Ad un certo punto, si infila nel giardino di una villa e si mette sotto un albero. O no!!! Qui abita un cane gigante, bianco, bellissimo, ma non sarà contento di trovare qui un gattino… “Vieni, vieni gattino, esci!!!”

Ma lui non si muove, sta lì, non riesco a prenderlo.
E il cane arriva. Si avvicina piano, lentamente e poi…aggredisce il gattino. Ringhia, abbaia, salta, muove le zampe… Il gatto, invece di scappare, lo affronta, un microbo nero che lotta con un gigante bianco.
Io mi sento male, non è possibile che i bambini assistano a una scena del genere… I bambini piangono e urlano “scappa scappa”. Ma lui, piccolo e coraggioso, non ci pensa proprio a scappare.
I padroni del cagnone non sono in casa. Arrivano altri vicini e chiamano il cane.

Il cane, improvvisamente, sembra stufarsi e se ne va. Ma il gatto non esce. Si appisola, stravolto, nel giardino del cane.

“Oddio…”

Il mio bambino grande piange. “Mamma, fai qualcosa, ti prego. Prendi il mio gattino”. (Il tuo gattino? È un randagio, però in effetti lasciarlo lì…).
Il cane sembra indifferente. Un signore mi dice: “vada a prendere il suo gattino signora” (no, non è mio, è un randagio).
Ma io ho paura ad entrare nel giardino di un cagnone così… Però… Il cane non mi guarda. Apro il cancelletto e entro. Il cane non mi considera più di tanto. Attraverso il giardino, raggiungo il gatto. Si fa prendere. Per fortuna. Non so neanche come tenerlo. Mai presi gatti in braccio in vita mia. Raggiungo il cancello. Il mio bambino grande trema come una foglia. Il piccolino dice di avere sconfitto il cane con la spada laser.
Mi sento esausta. Torniamo a casa con il gatto in braccio. Eccoci nel nostro giardino.

“Mamma! Può dormire in casa?” “No no, bambini deve abituarsi a cavarsela, è un randagio, dorme fuori”.

IL TERZO GIORNO

Arriva mio marito. Dice di non dargli troppo da mangiare che deve imparare a cacciare, per quando sarà solo. Ma poi aggiunge: “portiamolo dal veterinario, ha gli occhietti tutti arrossati, tutti sporchi”.
Come lo trasportiamo? Va bè, prendiamo un trasportino, poi lo regaleremo a qualcuno, ovviamente.

Troviamo un veterinario. Arriviamo a una casetta con fuori una bella fila di cani e gatti in attesa di una visita. Mi sembra un cartone animato. Il dottore visita il gatto. Il mio piccolino dice che è una visita da bambini e non da gatti, è geloso (ma si può essere gelosi di un gatto?).
Ci dice che ha circa 50 giorni e è una femmina. (Finalmente una femmina, penso).
Mi dà un collirio e mi dice quando portarla a fare le vaccinazioni. Facciamo in tempo dai, stiamo qui un po’. Gli regaliamo la vaccinazione e ciao.

IL QUARTO GIORNO

La gatta si lascia mettere il collirio tre volte al giorno. E’ bravissima. E onestamente anch’io sono bravissima, chi l’avrebbe mai detto.
Gli occhi sono bellissimi, verdi e grandi. Si lascia coccolare ormai.
Dobbiamo decidere un nome, così, giusto per chiamarla in queste settimane.

Io propongo Pallina, Polpetta o il più lezioso Kitty. Bocciati. Il mio bambino grande, il solito culturale, opta per Ofelia. Ofelia? Va beh, ok. Nome importante.

La sera scoppia un temporale. La gatta è agitata. Tuoni, fulmini…Va bene che dovrà abituarsi a vivere all’addiaccio, ma vuoi lasciare una piccola gattina sotto il diluvio? Va beh dai, vieni a dormire con noi, ma solo per questa notte.

Si appisola nel comodino di mio marito.

IL QUINTO GIORNO

Compriamo una lettiera. E lei impara subito a usarla. Che brava.
A questo punto direi di comprarle anche un collarino, mica che qualcuno la vede e pensa che sia una randagia. Cioè, lo è, in teoria, però…

Abbiamo il veterinario dietro casa, a Milano, riflettiamo io e mio marito.

“Mamma, ma perché parlate dei veterinari di Milano? Vuol dire che la portiamo a casa? Davvero?”
“Ma no, dicevamo così… E poi dove lo mettiamo in agosto che andiamo via? E poi, e poi…vuoi che nonni e zia non accudiscano una gattina così bella?”.

Eh no, lasciarla qui è impossibile. Ci ha messo solo cinque giorni. Ed è diventata la nostra gatta.
In qualche modo si farà.

(Ogni tanto visualizzo il mio arrivo qui in montagna il prossimo anno, con valige, monopattini, zaino e…trasportino del gatto…). Ho già detto ai miei bimbi che arriverà il giorno in cui dirò “ecco!!! Ci mancava anche il gatto!!!!!”. Ormai è di famiglia, si abituerà alle mie intemperanze.

Mentre scrivo mi guarda, la mia gattina.

No, no, a me i gatti non piacciono…Però Ofelia…È la nostra gattina speciale!
(No ma avete visto la foto? Non è bellissima? Mai visto un gatto bello così!).

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14 responses

  1. Complimenti, Ofelia è stupenda e sono certa che sarete degli ottimi famigliari per lei. Ormai è parte della vs famiglia. Avrai da fare, certo, ma vi amerà tanto.
    p.s. Prima o poi anche noi prenderemo un gatto…Ora non me la sento!

    • Grazie! In realtà io non l’avrei mai preso, non mi sarei mai sentita… 🙂 E invece, eccoci qui. E’ riuscita a conquistarci tutti!
      Vi terrò aggiornati su come andranno le cose una volta a Milano…A presto!

  2. Dimenticavo, non scordatevi di metterle a disposizione un bel tiragraffi, una volta a casa. Se impara subito ad usarlo puoi salvare divani e tende. 😀

  3. >Bellissima Ofelia!! te la invidio !! sempre avuti gatti ma ultimo che ancora piango ..è sempre nel mio cuore..prima o poi qualche gatto mi sceglierà ne sono sicura!!

  4. Ofelia è bellissima! Io adoro i felini, ma ho sempre detto di no. Beh mi sono ritrovata prima con una gattina meravigliosa, Micia, che i bambini avevano adottato, a mia insaputa, la gatta della vicina aveva partorito e loro andavano a guardare la cucciolata e ne avevano scelta una. La Micia era diventata grande, e due micette scampate da una morte certa, avevano avvelenato la mamma, e gli altri cuccioli avevano bevuto il suo latte ed erano morti anche loro. Abbiamo preso le due sopravvissute. Poi una mattina uscendo di casa per andare a lavoro sento miagolare, forse qualche gatto dei vicini, non mi accorgo di nulla. Mi chiama dopo un paio d’oro mio figlio al lavoro, “Mamma sul muretto del cancello c’è un gattino che miagola e non può scendere. Lo prendo? Ti avverto se lo tocco non va più via, rimane con noi. Due più un’altra, va beh meno male che sono femmine, almeno le gatte!
    E meno male che avevo detto niente animali! Però non entrano in casa, stanno in giardino! Qualche settimana fa una è morta. L’ho inseguita tutta l’estate per portarla dal veterinario, stava male, non c’è stato verso, mi è dispiaciuto da morire, ancora ci sto male. Ci si affeziona e la mattina quando do da mangiare alle altre, mi fa molto brutto non vedere Bianchina, musetto tutto bianco con macchie nere sul corpo.

    • Certo che c’è veramente della gente spietata…come si fa ad avvelenare una mamma gatta? Terribile. Per il resto, ha ragione tuo figlio: nel momento in cui lo tocchi, un gattino, non te ne stacchi più!!!

  5. Giuliana la frase “Sterilizza la tua gatta, porca miseria!”, non era rivolta a te. Non ci avevo neanche pensato a darti questo consiglio per adesso, si sterilizzano dopo i sei mesi, ma alle mie vicine che fanno fuori i gattini appena nati…. o li abbandonano sui muretti.
    Scusa se è sembrato che lo dicessi a te.
    Buon pomeriggio

    • :)! Ma figurati Carmela, dicevo giusto così, che la farò sicuramente sterilizzare perché non posso purtroppo permettermi di farle fare una cucciolata qui a Milano…
      Poveri gattini comunque, uccidere i gattini oltretutto della PROPRIA gatta è veramente una cosa tremenda!!!!!

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