PREPARARSI ALLA MAGIA DEL NATALE…

Abbiamo letto in tanti, ieri, l’articolo secondo cui preparare con anticipo gli addobbi natalizi in casa, renderebbe più felici, perché, dicono gli psicologi, metterebbe noi adulti in contatto con il famoso bambino che è in noi e con le emozioni della nostra infanzia.

In realtà a me l’idea di addobbare la casa prima dell’8 dicembre mette un po’ di ansia. Anche perché significa tirare giù l’albero da luoghi impervi, provare le lucine che non funzionano mai, ricomprare quindi le lucine, cercare statuette del presepe e attrezzature varie che bloccano un tavolino fino a gennaio e trafficare per ore, perché a tutti piace la casa decorata, ma poi il lavoro sta a me, per lo più.

Però, per portarmi avanti, ho chiesto ai bambini di iniziare a scrivere le letterine e loro niente, non hanno espresso grandi desideri, il che un po’ mi spiace. Non so se propendere di più per il “che bravi bambini sobri” o per il “non desiderano niente perché hanno troppo”.

E mi sono ritrovata a pensare che abbiamo camerette, cantine e  solai stipati di ogni sorta di giocattoli, mentre gli armadi strabordano di cose inutili o dimenticate e i contenitori non sono mai abbastanza. Io, che sono una grande disordinata, ho spesso vissuto (anche prima della crisi) i troppi regali come una condanna o un’imposizione.

Ricordo i miei figli gli scorsi anni, che, dopo l’entusiasmo iniziale della sorpresa dei pacchetti sotto l’albero, iniziavano a scartare un regalo per volta, soffermandosi per ore a giocare con ognuno.

E tutto il giorno noi adulti a dirgli : “dai, c’è ancora questo… ma non vuoi aprire quest’altro?”.
Mentre per noi era quasi  impossibile ricostruire ‘chi’ aveva regalato ‘cosa’,
per i bambini aprire i pacchi diventava un lavoro noioso.
Quei regali che noi grandi facciamo ai piccoli, non solo per loro, ma, ammettiamolo, anche per noi, speranzosi di vedere uno stupore e un entusiasmo, in realtà destinati a spegnersi nel corso della giornata, diventano quasi una seccatura.
E così, la nostra esagerazione, il nostro gusto per un’abbondanza, che altro non fa che stordire i piccoli, leva loro un regalo importante: il gusto di aprire qualcosa di veramente ‘prezioso’ e unico e pensato per loro.
Tutto questo, naturalmente, non vuole dire non fare regali ai nostri piccoli.
Vorrei però che i bambini, una volta grandi, attribuissero al Natale il sapore dell’infanzia, dell’attesa, dei mandarini, della famiglia, dei nonni, dei ricordi, del forno caldo e profumato.
Che insegnassero a noi a vivere il Natale in modo meno frivolo, e ci aiutassero a recuperare il sapore e il ricordo di tutte le cose che hanno reso speciale il Natale per noi quando eravamo bambini, e che magari adesso abbiamo lasciato indietro.
Vorrei che questo Natale i bambini trovassero sotto l’albero, accanto ai pacchetti, momenti di cui fare tesoro.
Momenti che poi, quando saranno adulti, pieni di problemi, impegni, cose da fare, gli daranno la voglia, nonostante tutto, di andare in cantina a prendere gli scatoloni polverosi delle palline, di lavorare per ore appendendo, infiocchettando, avvolgendo, controllando il risultato piegando la testa un po’ a destra e un po’ a sinistra, per poi ritrovarsi, dopo aver pensato che il Natale è anche un carico in più, stanchi e soddisfatti.
Proprio come faremo noi, mamme indaffarate, molto molto presto.

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One response

  1. parole sante! io ricordo ancora la magia dell’attesa, lo scrivere la famosa letterina, preparare il bicchiere di latte con biscotti e carote e sperare che babbo natale esaudisse tutti i miei sogni… la stessa magia l’ho trasferita a mio figlio s efosse x lui gli addobbi non si toglierebbero mai!!!
    speriamo continui cosi piu a lungo possibile!!!

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