Salvate le mamme dai gruppi di Whatsapp

Del resto siamo noi che ci infiliamo, quando non ne siamo addirittura promotrici, in quei gruppi di WhatsApp di mamme. Per poi pentircene.

Gruppo delle elementari, gruppo dell’asilo, gruppi delle attività sportive.

Uscirne? Impensabile! E se perdessimo qualche news importante?

Che poi non si può svignarsela in silenzio, senza farsi sgamare dalle altre mamme, perchè inevitabilmente compare la scritta “La tale mamma, evidentemente disinteressata alla vita di suo figlio, ha abbandonato il gruppo”.

Quindi ci ritroviamo lì a rispondere a messaggi e messaggi di tutti i tipi. Le notifiche impazzano, non danno tregua, richiedono la nostra attenzione. Sì, potremmo non dare retta, non leggere più di tanto, silenziare ma….e se ci fosse qualcosa di importante? E se poi, sparendo dalla chat, fosse un po’ come far sparire il nostro bambino dalla scuola, se non dall’universo mondo? Del resto, chi conosce le (poche) mamme che resistono ai gruppi whatsapp e se ne tengono fuori?

Ma quali gli argomenti più hot trattati nei famigerati gruppi?

Ho cercato di individuarli, ma probabilmente ne ho tralasciato qualcuno che vi prego di segnalarmi:

1) Compiti, compiti e ancora compiti.

E certo, perché nessuno e ripeto nessuno dei bambini di una classe delle elementari, avrà portato a casa tutti i quaderni e i libri necessari per fare i compiti. Ci sarà sempre la scheda mancante, il quaderno disperso in classe. E allora, noi mamme solerti, cosa facciamo? Basta un messaggino su Whatsapp al gruppo classe. E allora fioccano le richieste e partono le fotografie. Pagine di quaderno, schede, libri…tonnellate di megabite ogni weekend. Ma qual è la pagina di italiano? Ma quale la poesia? “Alla mia manca un pezzo” “sì, la maestra l’ha cancellata troppo presto dalla lavagna!” “Eh, fa sempre così”. “No problem, l’ho scaricata da internet, eccovi il link”. E il weekend è cominciato.

2) Cose perse a scuola.

Felpe, grembiuli, giacche, astucci….i bambini, si sa, perdono sempre qualche pezzo. E quindi, che fare? Messaggio nel gruppo, of course. “Il mio bimbo non ha il suo maglioncino blu con il cappuccio, non è che si trova nello zaino di qualcuno o che qualcuno lo ha indossato per sbaglio?”. E via che partono i messaggi. “No, la mia non ce l’ha”. “No, nello zaino del mio bimbo non c’è”. “Aspetta che guardo e ti dico”. “Ora sono fuori, guardo dopo”. E via così. Ore e ore di notifiche.

3) Malattie/pidocchi.

Ogni anno si ripresentano i famigerati pidocchi e corrono anche su Whatsapp. “Volevo avvertire che il io bimbo ha i pidocchi”. E via faccine disgustate, faccine da incubo, linguacce. “Incubo!” “Nooooo!” “aiuto!” “Noi abbiamo già dato l’anno scorso”. “Io da quando uso la lozione tale non ho più avuto problemi”. “Ma dai? Alla Asl dicono che le lozioni preventive non servono a niente”. “Devi lavare tutto a 60 gradi”. “Chiudi per dieci giorni nei sacchetti di plastica quello che non puoi lavare”.

Lo stesso vale, con meno disgusto, per streptococco, varicella, infezioni varie e chi più ne ha più ne metta, su whatsapp, ovviamente. “Prova con l’omeopatia”. “Se hai bisogno di un bravo pediatra ti do il numero”.

4) Regali maestre/fundraising.

Si avvicina Natale o la fine dell’anno, ed ecco che si apre un nuovo tema, con relativi battibecchi. “Cosa prendiamo alle maestre?” “Un buono per i libri?” “No, l’abbiamo già fatto dieci anni fa con la classe del mio grande”. “Facciamo una donazione a qualche associazione?” “No, facciamo qualcosa che resti, che la beneficenza si fa ma non si dice”. “Attrezzature per la classe?” “No, qualcosa di personale”. “Bigiotteria? Collanine, braccialetti?” “No, troppo frivolo/troppo caro/troppo personale”. “Cioccolatini? No, una delle maestre è allergica”. E via così. All’infinito, in un oceano di notifiche.

Che poi, mentre segui la chat di whatapp, che già di per sé è un lavoro, stai magari lavorando/facendo la spesa/telefonando/accompagnando i figli da qualche parte/cucinando/pulendo la casa/scrivendo al computer/dormendo/guardando la tele/riposandoti (ma le ultime tre sono più improbabili).




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16 responses

  1. Ciao cara, sai anche io ho fatto tutti e 5 gli anni delle elementari a risolvere i problemucci con le altre mamme (sia mai che si sveglino a copiare dalla lavagna più velocemente, vengano sgridati per non aver fatto un compito, facciano una brutta figura per non aver portato qqsa)..insomma ora in terza media sono tutti semi-rintronati uguali! col secondo figlio approccio diverso. E comunque le maestre che “sgridano” i bambini per dimenticanze o compiti non fatti purtroppo non esistono più. Non sono contenta ma la generazione dei mollaccioni la stiamo creando noi mamme. E io sono una di queste 🙁

  2. Eh si mi ci ritrovo negli argomenti trattati nei gruppi anche se io sono per l’arte “dell’arrangiarsi”. Per me non esiste coprire il figlio se non ha ottemperato ai suoi impegni. Questo vale a 6 anni così come a 13. Devo dire che nei gruppi l’ho fatto presente poche volte in realtà perchè sembrava stessi “dalla parte del nemico” invece che da quella delle mie figlie 🙁
    Però sai qual’è per me il gruppo WA più bello/stimolante/controverso di cui faccio parte? Quello dove so che c’è sempre qualcuna che esprime un parere? Non ci crederai ma quello composto dalle cosiddette “mamme/amiche virtuali” (che in alcuni casi sono diventate anche reali). Eh si sul blog di Maria ho avuto la possibilità di mettermi in contatto con persone splendide con cui dialoghiamo con regolarità tutti i giorni. Ci consigliamo, ci sosteniamo a vicenda, ci critichiamo, litighiamo come assatanate ma ci vogliamo un gran bene. E come in tutti i gruppi c’è chi è uscito (x varie ragioni), chi entra ed esce (x altre ragioni)…chi resta qualunque cosa accada. Ti ricorda vagamente un tuo viaggio “verso sud”?

    • Certo Cri, quella delle amiche “di blog” è veramente un’avventura bellissima e per me è stata anche inaspettata! Il mio viaggio verso sud (caspita, che memoria!!!) è andato avanti e è diventato un’amicizia reale, tanto più che lei si è recentemente trasferita dalle mie parti!
      Un abbraccio e a presto!

  3. Giuliana io non faccio parte del gruppo wap ma con tante mamme amiche ci si parla e confronta su tutto e soprattutto sis petteola su tutto!! uno dei gruppi piu riuscito e quello indicato da Cri ,mai avrei epnsato di poterne far parte nel senso che sembrava una cosa stranissima persone che non si conoscono se non su un blog e invece esperimento piu che positivo! ci sono state litigate, riconciliazioni, ma tutte ( spero!) ci vogliamo un garn bene e abbiamo un gran rispetto l’una verso altra.
    Il tuo viaggio al Sud non lo conosco… cri aggiornami!!!

  4. Ciao Giuli, ti volevo dire che ho comprato il tuo libro, senza leggerlo, da regalare ad una mia amica che ha partorito questa estate con un cesareo d’urgenza ed il cui bambino è stato in TIN. Quando hai parlato del libro ho subito pensato a lei e a scatola chiusa l’ho voluto prendere. Non so se si parla anche di TIN, xkè ripeto non l’ho letto, ma sicuramente il linguaggio sarà “adatto” per lei. Grazie.

    Ginger hai visto che le “matte” non siamo solo noi? Ahahaha

    • Ciao Cri, grazie! In realtà in Mamme no panic non si parla di Tin. E’ comunque un libro che rassicura molto le mamme, o almeno questa era la nostra intenzione. Spero però presto di uscire con un altro libro, più di “narrativa”, che parla invece proprio di Terapia Intensiva Neonatale e prematurità…Un in bocca al lupo alla tua amica e…stay tuned!

  5. I miei figli sono grandi, quindi ho superato la fase compiti, regali per maestre. riunioni a scuola ecc.
    Niente wa con gruppi di scuola.
    Da poco vado in palestra, e già: vuoi entrare nel gruppo? così ci incontriamo? Andiamo a mangiare una pizza? Sto temporeggiando, speriamo si siano dimenticati. Troppo lavoro!
    Ho il gruppo dei colleghi e quello lo trovo utile. Se ho un’emergenza, o l’hanno gli altri ci parliamo (e aiutiamo) in tempo reale.
    L’altro gruppo è quello di cui parlava Cricri, e se vuoi seguirlo diventa impegnativo, un lavoro insomma, perché siamo delle chiacchierone, ma in qualsiasi momento scrivi, c’è sempre qualcuno, magari solo una, a cui puoi dire una cosa bella che ti è appena accaduta, o farti un pianterello se hai litigato con il mono. (da mononeurone = uomo. mono = marito)

    • ahaha 🙂 bella definizione, Carmela!
      Spero che anche qui potrai qualche volta trovare qualcuno con cui fare due chiacchiere qualche volta! A presto!

  6. A me piace molto far parte dei gruppui wa….il mio preferito e’ quello citato da Cri , c’e’ anche Ginger, Carmela e diverse altre amiche…quello non e’ un gruppo ma uno “sfogatorio” di cose belle o brutte…all’inizio il nome era “la Piazzetta” perche’ l’idea era di riprodurre una virtuale piazzetta di paese , dove a qualunque ora vai trovi sempre qualcuno con cui fare due chiacchiere…poi il gruppo si e’ evoluto ma e’ rimasto comunque un punto fermo delle nostre giornate….quando puoi ti affacci e dici c’e’ qualcuno? Mi e’ successo questo…mi sento cosi’…
    Comunque faccio parte di gruppi scuola di mio figlio (gli argomenti quelli da te citati), gruppo calcetto sempre di mio figlio, gruppo palestra mio, gruppo musical della compagnia di cui faccio parte…insomma mi piace l’idea di poter comunicare in tempo reale con tanti amici…di poter organizzare una cena di10 partecipanti con un messaggio…di scambiarci foto dei nostri bimbi mentre festeggiano per il gol fatto e cosi’ via…l’importante e’ non abusare perche’ non bisogna trascurare le persone reali che abbiamo vicino a noi, ma sono assolutamente favorevole a questo strumento

    • Certo, come sempre l’importante è non abusare! Bellissimo che tu faccia parte di una compagnia di musical…wow! questa sì che è una bella attività! Complimenti!

  7. Grazie Giuliana, e’ una compagnia dilettantistica ma mi piace davvero molto questa esperienza…e’ lo spazio che ho deciso di dedicarmi (mio figlio ha quasi 8 anni ed e’ sicuramente piu’ gestibile tutta la situazione) cantare e’ la mia passione da sempre, anche se non ho una voce eccezionale e qui ho trovato il mio angolo tutto per me…

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