10 cose che amo di una giornata a sciare (!!)

Io ho veramente grandissima stima per le mamme, e lo so che sono tante, che portano i figli a sciare anche tutti i weekend. Che appena c’è una spruzzata di neve ne approfittano per lanciarsi sulle piste con prole al seguito. Eroiche.

Un paio di settimane fa, siamo andati anche noi, che il mio grande non vedeva l’ora.

Individuata la località con il minimo indispensabile di neve siamo partiti di buon ora dalla casetta che abbiamo in montagna, dove le piste erano completamente brulle e siamo saliti quasi un’ora tra tornanti e stradine.

La sera, sfinita (nonostante il fatto che io, a onor del vero, non metta ormai gli sci ai piedi da mille anni né abbia intenzione di metterli) ho pensato ai 10 fattori che rendono per me una giornata di sci dei bambini un’impresa improba, nonostante la presenza del mio super sportivo marito, che fortunatamente mi ama lo stesso, anche se io di sportivo non ho proprio niente.

1) Si comincia la sera prima, quando io, infilandomi in anfratti della casa di montagna con gatto al seguito recupero tute, tutone, scarponi, doposci, guanti, pile ecc ecc per tutta la famiglia.

2) Sveglia all’alba, soprattutto se, avendo prenotato all’ultimo la lezione, si deve essere in loco, dopo due seggiovie prese, per le 9.30. E con una quarantina di km di strade di montagna da percorrere.

3) Vestizione dei bambini assonnati o sovreccitati a seconda delle volte con tute e controtute, guantoni , cappelli, sciarpe. Vestizione mia, quest’anno con pantaloni da neve nuovi di pacca da vera sportiva che hanno finalmente sostituito i miei famosi jeans da sci.

4) Percorso in macchina con rischio vomito dei bambini (e mio, per la verità).

5) Arrivo in loco, acquisto degli skipass e salita sulla seggiovia con bambino piccolo al fianco e bob in mano, che almeno facciamo qualcosa anche noi. Discesa dalla prima seggiovia (sempre controllando che il bambino non cada e sempre con il bob in mano), salita sulla seconda seggiovia e discesa dalla seconda seggiovia (sempre controllando che il bambino non cada e sempre con il bob in mano).

6) Quando finalmente il grande è sulle piste e il marito pure, eccoci al bar io e il piccolo, per un bel croissant prima di iniziare la dura giornata dei bobbatori. E ecco la fatidica frase, l’affermazione più temuta in questi casi: “mamma, mi scappa la cacca”. “Ma tanto? Non riesci a tenertela per una decina di ore?” “No”. Ok, prendi il bambino, portalo nel fantastico bagno, fai la coda a 2 gradi, entra, apri giacca, pile, apri zip del tutone, tira giù la pettorina, inizia a sudare per lo sbalzo di temperatura tra i 2 gradi fuori e i 30 gradi dentro. “Non mi scappa più”. Rivestilo, suda sette camicie e torna al bar, dove nel frattempo il tuo cappuccio lasciato a metà è sparito.

7) Il pranzo con il grande che a camminare con scarponi e vassoio in mano rischia di cadere e buttare giù tutto. Sgomita per un piatto di polenta, siediti con mamme super eleganti, super sportive che hanno sciato per 4 ore e sembrano uscite da una rivista tanto sono belle e perfette, con i bambini che a tre anni già si lanciano dalle piste nere che più nere non si può, mentre tu, nonostante i pantaloni da neve fighissimi, sembri una che ha scalato l’Everest. “Mamma, tu con il bob inizi a frenare ancora prima di partire”, aggiunge così il piccolo, giusto per gratificarti.

8) La giornata sulla neve finisce, non resta che togliere gli scarponi al bambino, che ormai fanno parte dei suoi piedi. In mezzo a duemila persone trova un posticino per farlo sedere e inizia a tirare come una pazza, che tra un po’ il bambino te lo porti via, giù per la scarpata, e alla fine invece del piede, stranamente, si stacca lo scarpone.

9) Percorso inverso. Due seggiovie. Parcheggio. Macchina. Il piccolo che vuole vomitare. Scendi a – 5 gradi, che intanto la temperatura è scesa. “Fai dei bei respironi, amore della mamma, cammina avanti e indietro che passa”. Ecco, si riparte.

10) Arriva a casa, sistema la roba, infila tutto tra anfratti e lavatrice, sperando di non tirare più fuori niente di tutto ciò per un annetto.

“Mamma, ci torniamo presto, vero?”. “Ma certo, amori di mamma”.

7 thoughts on “10 cose che amo di una giornata a sciare (!!)

  1. ciao Giuly, ho letto tutto con la pancia in mano…praticamente le stesse cose che vivo io tutte le volte che vado (con l’unica eccezione che io la seggiovia non la prendo, che ho paura!).
    ma tutto il resto uguale, compreso il bob con la piccola e il mio frenare già dalla partenza !!!!
    e ogni volta mi dico, ma chi me lo fa fare…e poi l’anno dopo ci torno…alla fine quando le vedo contente mi dimentico di tutte le fatiche 🙂 (più o meno)

  2. Io invece sulla neve non ce la posso fare….purtroppo sotto i 10 gradi vado in grave sofferenza, avoja a dirmi “ma e’ un freddo secco non sembra nemmeno!”….sembra eccome e per me e’ una sofferenza…
    Quindi molto democraticamente mando mio marito con Federico…e siamo tutti felici! Va bene fare le cose insieme che e’ bello, ma mica tutto tutto ,,,

  3. giuliana non ce la potrò mai fare! manco soto tortura odio la neve!!
    ho letto da mia mamma su un giornale ( so che non è il post adatto ma non sapevo dove scrivertelo) una tua intervista sulla nascita e tin del tuo piccolo ometto ( possibile sia visto il giornale? boh non ricordo!!) ero tutta gasat ho detto a tutti del tuo blog ( mi ha calcolato solo mia mamma e mia cugina che per altro conosce il tuo blog ma mai commentato) insomma volevo solo farti i complimenti per la bella intervsita!!!

    1. Ops, mi hai trovata 🙂
      Sì è uscita in questi giorni su In Famiglia. Una mamma che fa la giornalista mi aveva chiesto se conoscevo qualche mamma di bambini prematuri… 🙂 E così mi ha fatto l’intervista!

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