Battaglie perse

Con l’ondata di caldo di qualche tempo fa,
ecco planare su Milano le più sgradite ospiti di sempre:
le zanzare.

Se per tutti i fastidiosi insetti sono assolutamente insopportabili,
per mio marito, vittima designata dalle tremende creature,
l’annuale battaglia contro le zanzare è un fatto decisivo,
un banco di prova cruciale,
una sfida personale.
Verso maggio gli si affina l’udito,
rendendolo in grado di sentire il più impercettibile dei ronzii a chilometri di distanza.
E una volta che la presenza è avvertita,
non c’è scampo né per la zanzara, né per me:
luce accesa, salti sul letto, spray ultima generazione che escono da ogni dove.

Per la verità non credo che mio marito sia l’unico a perdere le staffe in queste situazioni:
qualche tempo fa, inviata in farmacia per aggiornarmi sui più recenti ritrovati in fatto di lotta alle zanzare,
ho sentito il racconto di un tale che si è rotto una spalla nell’atto, eroico,
di uccidere una zanzara buttandosi dal letto.

Ogni anno si aggiunge qualche arma segreta contro le piccole disturbatrici delle nostre notti.
Giusto l’anno scorso mio marito è rientrato trionfante con un catafalco dal nome inquietante.
Messo in funzione, il diabolico strumento, produce una luce azzurrina tipo stadio
e dovrebbe attirare zanzare e altri insetti che, risucchiati dal vortice prodotto da una mega ventola, finiscono in un cassettino e muoiono disidratati.
Con l’espressione di un gatto che ha appena preso il topolino,
mio marito va ogni sera ad aprire il cassettino e conta i caduti,
mentre nugoli di zanzare, attratti dalla luce che inonda mezza Milano,
si fiondano in casa.

Davanti alla mia ferma opposizione a tenere acceso l’infernale marchingegno durante la notte,
cosa che renderebbe impossibile a chiunque chiudere occhio,
l’oggetto del desiderio di mio marito è diventato il racchettone incenerisci zanzare.

Nel frattempo, l’altra sera, percepito un leggero ronzio chissà dove,
mio marito ha avuto un’illuminazione
e ha subito attivato la App anti-zanzare dell’i-phone.

Io cerco di non interferire più di tanto,
ma, nelle notti insonni, mi sono spesso chiesta:
se qualcuno che amiamo ingaggia una battaglia persa,
con grande dispendio di energie,
cosa è giusto fare?
Abbandonarlo a se stesso o dargli comunque il nostro supporto?
Sconsigliarlo, disilluderlo, deriderlo oppure sostenerlo?

Io ancora non trovo risposte al quesito,
e lui non trova soluzioni all’annoso problema notturno.
Meglio cercare di dormirci sopra.

 

5 thoughts on “Battaglie perse

  1. Considera che tuo marito è il tuo zampirone personale. nel senso che quando lui c'è, le zanzare lo preferiranno sempre a te!
    In ogni caso geranio odoroso, citronella, lavanda e rosmarino fanno il loro sporco lavoro e tengono lontane le terribili predatrici della notte. A meno che non siano geneticamente modificate! 🙂

    Federica (sempre quella di poco sex e niente city. Blogger mi ha resa di nuovo anonima… come se ce ne fosse bisogno! :))

  2. il caso mi sembra dipserato, ancorchè non isolato (mio marito si produce in acrobazie perocolosissime per lui che non frequenta palestre da una vita)
    per salvare capra e cavoli, ti consiglio un bel paio di tappi di cera x le orecchie da applicare prima al coniuge a poi magari anche a te…
    cmq non ti lamentare del machingengo: sarebbe stato peggio se avesse portato a casa un bel pisptrello, con la scusa che è ecologico…titti

  3. @Fede: sì sì, qui a Milano sono geneticamente modificate, sicuro (ma chissà perché blogger di rende anonima…mah!).
    @titti: prima o poi arriverà anche il pipistrello, è certo. Ne ha anche già parlato.
    @Ladybug: sembra funzioni a ultrasuoni, ma mi documenterò più approfonditamente!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.