Bullismo, anche nelle scuole private

Ma certo che il bullismo c’è anche nelle scuole private, e non c’è da stupirsi, aggiungerei. E l’episodio di questi giorni, avvenuto al prestigioso collegio San Carlo di Milano, ne è una dimostrazione: una bambina di 7 anni, durante l’intervallo, è stata buttata a terra da dei compagni e anche picchiata. Secondo quanto dice la piccola, prima le avrebbero chiesto di raccogliere con la bocca una cartaccia da terra, affermando che le donne dovrebbero solo le pulizie e non certo studiare.

Perché mai il bullismo dovrebbe non esserci nelle scuole private e prestigiose, come il San Carlo non dovrebbero esistere episodi di bullismo? Perché chi la frequenta può permettersi di pagare la retta? Cosa c’entra? Proprio niente, perché il bullismo, come tante altre forme di violenza, si insinua in tutti gli ambienti, in tutti i contesti economici e sociali.

I fatti accaduti nella famosa scuola di Corso Magenta, non dovrebbero stupire poi tanto. Quello che lascia perplessi, e molto, è semmai l’atteggiamento della scuola che, a quanto pare, si è rifiutata di chiamare le cose con il loro nome: appunto, “bullismo”. La sospensione dei bambini responsabili, non è sufficiente se non ne segue un dibattito serio non solo sulla reale dinamica dei fatti, ma anche sulle cause di un fenomeno così preoccupante e trasversale, che riguarda fasce di età sempre più basse.

In questo modo la scuola ha semplicemente perso una grande occasione: quella di accendere con serietà il dibattito su un tema tristemente di attualità, quella di porsi davvero come scuola storica e di prestigio di Milano non perché frequentata da persone danarose, ma perché attenta all’Educazione dei ragazzi.

Così, invece, non credo che né ragazzini né i loro genitori rifletteranno seriamente sull’accaduto.

E, come spesso accade, l’orribile episodio (a quanto si dice venato anche di sessismo) verrà bollato come una semplice bravata, uno scherzo tra bambini, la manifestazione di eccessiva esuberanza.

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