Care nonne dei nostri bambini, siate solo felici e…non preoccupatevi!

Non so se sia mai capitato anche a voi, ma io, ultimamente ho sentito spesso future nonne (o nonni) preoccuparsi perché è in  arrivo un nipotino; perché, insomma, la loro “bambina” ha deciso di avere un figlio, o magari il secondo o, in certi casi, addirittura il terzo. Oppure ho sentito di figlie che non sanno come dire ai loro genitori che aspettano un bambino perché temono si abbatta su di loro una valanga di critiche più o meno esplicite.
Le nonne (forse perché devono incarnare la saggezza che sembra effettivamente mancare a chi al giorno d’oggi decide di mettere al mondo un figlio!) si preoccupano: per noi, che già abbiamo troppo da fare, per il futuro del bambino, perché c’è la crisi, perché dovremo pagargli l’università, perché non abbiamo una casa abbastanza grande e chi più ne ha più ne metta.
Dovevamo aspettare, dovevamo pensarci, dovevamo fermarci, che uno è più che sufficiente e due addirittura un lusso.
Sacrosante parole, care nonne, care nostre mamme, che ci avete cresciute tra gli anni Settanta e i goderecci anni Ottanta. Parole giuste, giustissime.
A parte il fatto che sappiamo tutte che poi, nella quasi totalità dei casi, quando vi troverete tra le braccia l’ennesimo nipote, non penserete a come faremo a pagargli l’università, ma vi scioglierete tempo trenta secondi, vorrei dirvi una cosa che mi frulla per la testa da un po’.
Già trovare l’uomo giusto per poter anche solo ipotizzare vagamente di fare un figlio non è facile, oggi forse più che ai vostri tempi. Avere entrambi un lavoro stabile è quasi un’utopia, per non parlare di una casa grande, con camerette per tutti. Fare vacanze mega, permettersi aiuti e controaiuti: complicato. Proprio per questo, già tempo fa, mi interrogavo su quale possa mai essere il “momento giusto” per avere un bambino.
E’ vero, non sappiamo come sarà il futuro dei nostri bambini: sarà difficile farli studiare, forse saranno costretti, un giorno, a partire per chissà quale altro paese. E’ tutto vero. Ma noi, o per lo meno quelle di noi che hanno voglia di avere dei bambini, siamo qui adesso. Non è che possiamo aspettare il lavoro giusto, la casa giusta. Ci accontentiamo del compagno giusto (sperando che duri) e poi si vedrà. Saremo incoscienti, ma siamo tra i trenta e i quaranta, oggi, proprio nel bel mezzo della crisi, proprio in questo paese che sembra non dare speranza. Che ci volete fare, abbiamo fiducia nella vita. Abbiamo fatto dell’incertezza e della precarietà una condizione normale di vita. Faticosa sì, ma è la nostra condizione. Assurdo, irrazionale avere un figlio (o più figli!) oggi, ma tant’è.
Questo è quello che alcune di noi desiderano. E voi, care nonne, care mamme nostre, dovreste esserne felici e orgogliose. Forse è anche merito vostro, se oggi abbiamo voglia di buttarci così, nonostante tutto. Se, nonostante la vostra saggezza, decidiamo di non essere sagge.
Del resto, quando ci avete messe al mondo, non potevate immaginare che avremmo vissuto in una realtà e in un paese così, non potevate prevederlo. Noi, non facciamo previsioni a lungo termine, ce la viviamo oggi, una volta garantite le condizioni, diciamo così, “base”. E li facciamo, i nostri bambini. Poi si vedrà. Quindi, vi prego, siate solo felici. Se perseguiamo i nostri desideri e i nostri sogni, nonostante tutto. Se siamo certe di poter dare qualcosa ai nostri figli, e di farli crescere felici, anche negli anni Dieci del terzo millennio. Se siamo disposte a stringerci, anche in una casa piccola, pur di averli. Scommettete insieme a noi, care nonne: se decidiamo di averli, crediamo, sotto sotto, che un futuro decente, per loro, possa esserci.

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