Ciuccio addio

Inseparabile compagno di mille avventure.

Amico sempre presente nel momento del bisogno.
Foriero di sonni tranquilli.
Consolatore instancabile.
E’ il nostro amico ciuccio.
Adesso però il mio bambino, a tre anni compiuti, dovrebbe dire basta.
Ormai lo usa solo per la nanna, o quasi.
Ma come farà senza?
E se piange?
E se si fa la bua?
E se si ammala?
Ancora una volta mi chiedo se il problema non sia più mio che suo.
Perché da quando sono diventata mamma, mi rendo conto di attribuire al piccolo
moltissime angosce che appartengono più a me che a lui.
Prima di uscire, anche se è da una vita che fuori non lo usa più,
mi capita spesso di infilarlo nella borsa, in caso di emergenza.
Averlo mi conforta.
Mi dà sicurezza.
Ho già spiegato al piccolo che tra un po’ arriverà un topolino a portarlo via.
Ma, per ora, di topolini neanche l’ombra.
Ogni tanto mi guardo le spalle.
Non è che arriva davvero un topolino e si porta via il fondamentale aggeggio?
A volte mi sento disposta a spendere migliaia di euro in dentista in futuro
piuttosto che perdere oggi l’indispensabile strumento.
Insomma, devo decidermi ad abbandonare il ciuccio.
Ormai sono grande!

3 thoughts on “Ciuccio addio

  1. Come sai non ho figli, ma comprendo completamente la sindrome della "coperta di Linus". E il fatto di mentire a se stessi pensando che l'oggetto che ci da sicurezza serva più alla persona di cui ci occupiamo, che a noi stessi. Non sarà proprio la stessa cosa, ma lasciar andare, "essere grandi" – come scrivi tu -, non è per nulla facile. Ci saranno altri oggetti, altri totem a sostituire i primi e ad accompagnarci nelle varie fasi della vita. In cui ci attendono nuove insicurezze. Non si finisce mai di "crescere". E il tuo bambino – ahimé! – deve iniziare a farlo. Potendo contare su di te. Così come, ne sono certa, tu puoi contare su di lui per la più grande delle insicurezze umane: il senso della propria vita.
    Perdona il "pistolotto". Sto attraversando una fase un po' "filosofica" in cui le mie insicurezze sono decisamente di più delle certezze. E' buffo, ma ma sono proprio le prime a farmi più compagnia!
    Un abbraccio

  2. Ma che bel commento, è proprio così. Sei riuscita ad esprimere alla perfezione tutto quello che NON avevo scritto, ma che era lì, dietro alle righe…

  3. Ciao Giuli so cosa stai passando è successo a me la stessa cosa proprio un anno fa, moltoplicando per due questa sensazione….abbiam pensato con mio marito di far coindicere l'evento, o per meglio dire la privazione dei ciucci, proprio con l'avvento di Babbo Natale, e così la notte di Natale i bambini in attesa del regalo tanto sognato depositavano davanti al camino il latte, i biscotti ed una ciotolina con i ciucci…il mattino dopo i regali sotto l'albero hanno oscurato, ma solo per poco, il pensiero dei ciucci..da allora e per 15 giorni è stata una continua lagna e ahimè un odio per Babbo Natale ("che doveva riprendersi i giochi e riportare i ciucci")…sarò stata brutale, una mamma cattiva e sono stata anche sul punto di cedere ma era l'unico modo per convincerli a crescere in qualche modo…Comunque ora come ora non mi pento di tale scelta anzi per dirla tutta avrei dovuta farla prima questa scelta visto che ne pago ancora le conseguenze ogni settimana dal dentista….un caro saluto

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