Dentro e fuori

L’altro giorno mi hanno¬†regalato per il piccolo
un bavaglino con ricamata la data in cui¬†√® uscito dall’ospedale.
Data memorabile, certo.
Del resto un’altra mamma aveva quasi deciso di festeggiare il compleanno della sua bimba
nel giorno delle dimissioni e non quello in cui era nata.

Però i mesi di ospedale ci sono stati.
E non si annullano così,
fissandosi su una data piuttosto che su un’altra,
facendo finta che non siano mai esistiti.

“Sono legatissima a quel reparto,
√® come se ci fossi ancora dentro”,
ha confessato un’altra mamma.

Bé, mi consolo perchè per me è lo stesso.

Pochi giorni fa¬†mi hanno detto che devo assumere un po’ di distacco
da quella vicenda, da quel periodo, da quel luogo e da quelle persone.

Facile pi√Ļ a dirsi che a farsi.
Credo che nelle cose ci si debba restare un po’ per capirle meglio,
per elaborarle,
forse anche per staccarsene,
al momento giusto.

Ma da qualche giorno mi chiedo:
per quanto tempo bisogna stare dentro alle cose
per uscirne davvero?

Per quanto tempo indugiare dentro,
per poi essere davvero fuori?

 

2 thoughts on “Dentro e fuori

  1. Perché staccarsene? Altra cosa è guardare l'accaduto con distacco, forse è questo quello che dovresti fare.
    I mesi passati in ospedale faranno parte del vissuto tuo e del tuo bambino, riuscire a ricordarli nella maniera giusta, serenamente e senza l'ansia che avrai provato in quei momenti, farà sì che un domani tu possa dire che siete stati fortunati ad aver incontrato le persone giuste, i medici in gamba e a crescere bene come madre e figlio, esempio e stimolo per chi si troverà a vivere una storia come la vostra.

  2. Non credo ci sia una risposta giusta…ci sar√† un momneto in cui il presente prender√† il sopravvento sul passato…quando sarai/sarete pronti quello √® il momento giusto.

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