Essere madri: dubbi e preziosità (a cura di Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus)

Il rientro a casa dopo il parto è un momento di importante cambiamento nella vita delle donne. Le neomamme, a volte ancora provate dalla fatica fisica ed emotiva del parto, si trovano ad affrontare un ulteriore cambiamento che comporta talvolta sentimenti contraddittori. Sollevate per essere finalmente a casa propria, con il compagno e il bimbo tanto atteso, vengono spesso travolte dal peso di una responsabilità nuova che, inevitabilmente, comporta dubbi e paure. La gioia dell’essere diventata mamma, di poter iniziare a realizzare il progetto familiare fantasticato e immaginato durante la gravidanza è controbilanciata dall’emergere di nuovi dubbi.

Spesso, la preoccupazione che nasce riguarda la propria capacità di essere in grado di assicurare la sopravvivenza del bambino. Le donne, specialmente le primipare, iniziano ad avere il timore di non “saper fare”.

La maternità infatti invita la donna a fare i conti con una serie di preoccupazioni del tutto nuove a cui spesso risponde trovando capacità e risorse che non credeva di possedere. Eppure tutte, all’inizio, per un periodo di tempo diverso per ognuna di loro, aprendo la porta di casa percepiscono una fatica: le numerose decisioni e gli impegni che caratterizzano la nuova vita da mamma, che deve prendersi cura del bambino e soddisfare i suoi bisogni, possono talvolta portare a momenti di stallo o di stanchezza, in cui la mamma sente di “non farcela più”. Solitamente le madri considerano queste sensazioni e fatiche un loro punto debole, un loro difetto e le vivono con sensi di colpa perché sentono di non corrispondere allo stereotipo culturale, ancora dominante nella nostra società, della madre che deve essere felice “per principio”. Le aspettative sociali nei confronti delle donne infatti sono molto alte, si richiede un considerevole impegno in tutti gli ambiti in cui sono coinvolte: lavoro, relazione col partner, accudimento del proprio figlio. Devono essere manager, mogli e madri modello!
Fare i conti con tutte queste identità e il desiderio di farle coesistere nel migliore dei modi può portare le mamme di oggi a vivere tensioni, a mettere in dubbio le proprie competenze e capacità.

Inoltre, spesso sono proprio le neomamme a ricercare nell’adempimento del proprio compito un’eccellenza che rischia di indurle a trascurare i limiti oggettivi e gli aspetti più strettamente legati ai propri desideri e a quelli del proprio bambino. Più si alimenta la tensione alla perfezione più si corre il pericolo di una caduta e di sentirsi sommersi dalla sensazione di aver fallito. Spesso le donne nascondono la loro stanchezza, la loro incertezza e la paura di non farcela per non essere etichettate come madri eccessivamente ansiose o incapaci. Quindi, sotto certi aspetti, essere madri serene ed equilibrate costringe a prendere un po’ le distanze dal sociale, che talvolta rischia di essere giudicante.

È importante e prezioso per ciascuna madre tenere a mente che non esiste un modello di perfezione assoluta: la maternità è un’esperienza che si gioca più sul piano dell’essere che del fare. Essere una madre, a partire dalle proprie risorse soggettive, è ciò che può consentire l’incontro particolare e unico con il proprio bambino.

Articolo a cura di
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
Via Amedeo D’Aosta, 6 – Milano
[email protected]www.pollicinoonlus.it
800.644.622

 

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