(Fashion) victims

Eccola anche sul nostro Corriere la piccola Suri Cruise (4 anni),

avvistata con tacchi a spillo Jimmy Choo e carta di credito:
sembra che paghi personalmente i conti al ristorante,
lasciando laute mance ai camerieri.
Il tutto è stato inquadrato dai genitori Tom e Katie in un solido progetto educativo,
degno, direi, della Montessori:
Suri, potrà così “cominciate a conoscere il valore del denaro già dalla tenera età”,
sviluppando “un’assunzione personale di responsabilità” nei confronti di tanto delicato tema.
Tutto ciò mette profondamente in crisi il mio modello pedagogico,
che dovrò immediatamente rivedere secondo le direttive Tom-Katie.
Per il momento mio figlio, per imparare che cos’è il denaro,
ha un salvadanaio a forma di Trullo che mi hanno portato i miei suoceri dalla Puglia.
Contrariamente al figlio di Beckam (che, a 8 anni, ha conquistato il 26esimo posto nella classifica degli “uomini meglio vestiti” del Regno Unito), non presenta, per ora, grande interesse per la moda,
ma forse come testimonial OVS me lo prendono.
Già me lo immagino, ammiccante, dalla pagina di qualche rivista.
Nel frattempo, ricorderete che la scorsa settimana,
è stata cacciata dalla direzione di Vogue Francia Carine Roitfeld,
per aver pubblicato un servizio che ritrae alcune bambine sui sette anni,
non solo truccate, vestite, pettinate e agghindate
come donne adulte,
ma, quello che più conta, in pose sensuali e provocanti,
con il faccino imbronciato e pieno di torbide promesse.
Ottimo che abbiano mandato via la direttrice della rivista,
ma io mi chiedo:
le mamme di queste povere bambine,
in saldo già a sette anni,
potranno rimanere sempre al loro posto?

Temo di sì.

6 thoughts on “(Fashion) victims

  1. i miei potrebbero essere ottimi testimonial del negozio dei cinesi vicino casa mia. O dei vestiti passati da un cugino all'altro.
    Mi fanno pena le bambine, ancora di più le loro mamme povere frustrate che non hanno realizzato i loro sogni di gloria e adesso riversano tutto sulle incolpevoli creature. E meno male che da quelle parti non ci sono Mora e Fede. E meno male che da quelle parti non ci sono festini e farfalle di strass. Almeno spero. Da noi non si sarebbe dimessa la direttrice, magari avrebbe avuto i complimenti dal capo. Che tristezza

  2. …la direttrice avrebbe avuto i complimenti e, probabilmente, una di quelle mamme frustrate un bella sedia in qualche istituzione pubblica…

  3. Che tristezza! Che desolazione! Che squallore! Bambine come donne. Quando le donne non sognano altro che tornare bambine. Io non le chiamerei "mamme", ma agenti, impresarie. Almeno si potrebbe sempre licenziarle. Sui festini… beh, ho già detto la mia…

  4. Non ho un opinione precisa su questa cosa. Tendiamo spesso a giudicare le cose per come ci vengono proposte. Le persone ( o meglio bambini) citate vivono in una dimensione completamente diversa almeno dalla mia condizione. E' chiaro che i valori di riferimento che mi sono stati impartiti mi trovano totalmente d'accordo con voi. Pensate a come si saranno divertiti questi bimbi a fare queste cose. 🙂

  5. Ciao! Sì, è vero, i figli di attori e vip vari vivono in mondi lontanissimi dai nostri, certo è, per lo meno, che i tacchi a spillo a 4 anni rovinano la schiena :).
    Invece però le bambine che hanno posato su Vogue sono secondo me in molti casi figlie di gente normalissima e molto frustrata che, come dice Alessandra, cerca di realizzare i propri sogni di gloria sulla pelle delle figlie. E se un giorno le vedranno sculettare in televisione saranno i più felici del mondo.

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