figli-digitali

Figli digitali: il corretto uso degli strumenti digitali in famiglia

Bambini, ragazzi e internet: i figli nativi digitali e corretto uso delle tecnologie.

Il mondo online è diventato consueto per tutti noi e internet ha un ruolo determinante nella vita dei bambini e dei ragazzi. Il web offre infinite possibilità positive: informazione, conoscenza, svago, relazione e contatto. Inutile demonizzare, ma è importante tenere presente che nasconde numerosi pericoli, spesso sconosciuti dai nostri ragazzi e sottovalutati dagli adulti stessi, che, invece, avrebbero il dovere di non lasciare da soli i figli digitali “nella rete” e di considerare quello di internet uno dei tanti ambiti educativi importanti.

I dati raccolti negli ultimi anni da Kaspersky Lab indicano che il 37% dei bambini nella fascia 8-10 anni non riesce ad immaginare di vivere senza PC o smartphone. In Italia il 58% dei ragazzi dagli 8 ai 16 anni è costantemente online e il 9% dei genitori ritiene che il proprio bambino stia diventando smartphone addiction; ovvero dipendente da internet, con sintomi simili ai disturbi legati all’ansia.

È fondamentale, sia per il genitore che per il minore, comprendere quali possono essere gli effetti negativi dell’abuso di questi strumenti nell’età in cui si attua il percorso di modellazione del cervello: sono infatti a rischio le sfere emotive, affettive, sociali e relazionali. I bambini ed i ragazzini cercano online soprattutto video. È facile che possano ritrovarsi in contenuti inappropriati, pornografici o violenti che possono avere un impatto importante sulle loro menti impressionabili e vulnerabili data la giovane età.

A cosa vanno incontro gli adolescenti iperconnessi?

Cyberbullismo: è un fenomeno legato alla contemporaneità ed è in costante crescita, può colpire 24 ore su 24 e la vittima non è protetta nemmeno nella sua stanza. Si manifesta tramite l’hate speech con messaggi colmi di odio spesso scritti in anonimato, o con invio di immagini contenenti materiale offensivo al fine di creare danno psicologico nel destinatario.

Sexting: scambio di immagini hard o intime. Circa il 6% dei preadolescenti dagli 11 ai 13 anni, di cui il 70% sono ragazze, e 1 adolescente su 10 dai 14 ai 19 anni, si scatta selfie intimi o a sfondo sessuale e le invia nelle chat. Le ragazze sono più a rischio e sono spesso vittime del revenge porn da parte di coetanei con cui hanno interrotto un rapporto sentimentale. L’adescamento degli adolescenti in rete avviene spesso da parte di adulti che nascosti dietro falsi profili. Le femmine vengono contattate tramite i social network mentre i ragazzi attraverso i giochi online ed i canali YouTube.

Tutti questi fenomeni di cyberbullismo sono rafforzati da chi condivide e commenta i post, le foto o i massaggi originari, dando loro enfasi e maggior diffusione in rete.

Condivisioni e bisogno di approvazioni social

Le ragazze sono più a rischio per dipendenza da social e possono subire un forte condizionamento sull’emotività e nella vita reale, diventando soggette ad ansia da approvazione collettiva, misurata in likes, che le spinge spesso a ritoccare in modo innaturale le foto prima di postarle.

I maschi invece sono maggiormente inclini a problematiche derivanti da selfie estremi e pericolosi, con possibili danni fisici a conseguenza.

Anche la Nomofobia (no-mobile-phobia, ovvero lo stato ansioso che si genera quando il cellulare è fuori uso) di cui sono vittime 8 adolescenti su 10 ed il Vamping (attività notturne) sembrano essere problemi generalmente più diffusi nella sfera femminile. La notte si sta sveglie per socializzare, chattare e vedere le serie in streaming. Dormire poche ore per notte porta irritabilità e nervosismo, scarsa attenzione ed ovviamente penalizza il rendimento scolastico. Alcuni dati indicano che addirittura il 62% rimane sveglio fino a notte inoltrata ed un 15% che si risveglia dopo essersi addormentato per controllare le notifiche.

L’isolamento

L’utilizzo eccessivo della tecnologia crea dipendenza dalle relazioni virtuali e può essere vista dai giovanissimi, e non solo, come una soluzione alle difficoltà relazionali della vita reale, spingendo gli adolescenti ad alienarsi e a non maturare le competenze necessarie nelle relazioni interpersonali. Soprattutto sui social networks si coltivano relazioni virtuali che possono favorire isolamento pur essendoci l’illusione di essere pieni di “amici.

Problemi di attenzione e di memoria

La memoria è influenzata dallo sviluppo tecnologico: sempre più frequentemente si utilizzano gli smartphone per conservare e richiamare tutte quelle informazioni che possono servire nella pratica quotidiana. Un numero o indirizzo da ricordare, una strada da percorrere, un appuntamento da memorizzare in agenda o appunti generici che fino a qualche tempo fa avremmo ricordato senza nessuna fatica.

Rischio privacy

“Ti fermeresti in una piazza a parlare con uno sconosciuto?” Tutto quello che mettiamo in rete non si può più cancellare e le possibilità di essere soggetti ad attenzioni non desiderate quanto anormali sono amplificate dalla facilità di circolazione su questi canali. Ciò può esporre a ricatti o a pedofili che riescono ad individuare dove sono realmente i ragazzini e diventarne predatori.

Ma quali sono le soluzioni che i genitori possono attuare?

L’educazione al corretto uso della rete parte proprio dalla famiglia: i nostri figli digitali, bambini e adolescenti, vanno educati secondo il principio che ognuno dovrebbe dire o fare in rete solo quello che a ragion veduta farebbe anche nel mondo reale a non dare informazioni personali, non inviare foto.

Stabilire in famiglia un dialogo sul corretto uso degli strumenti digitali, rendendo i nostri figli consapevoli dei rischi e stabilendo delle regole. Non permettere loro di utilizzare lo smartphone durante i momenti di condivisione familiare. Non farli andare a dormire con la connessione a disposizione, perché causa problemi alla qualità del sonno con ricadute sulla salute fisica, mentale e sulla resa scolastica.

Noi genitori non dobbiamo farci escludere dalla loro vita, ma mantenere spazi di dialogo.

Dovremmo avere accesso ai devices da loro utilizzati per proteggerli e controllare di che natura sono i legami che mantengono con l’altro in rete.

Dovremmo conoscere le tecnologie ed i social più usati dai ragazzi, che spesso non sono i medesimi utilizzati dalle generazioni precedenti al fine di avere un approccio più preciso pur non invadendo la loro privacy.

Mamme a Milano per Mammatleta


Ne abbiamo parlato alla tavola rotonda di Mammatleta@Milano giornata rivolta a tutte le mamme/donne/sportive per condividere momenti fitness, food, digital legati alla genitorialità.