HOMESCHOOLING: TANTE PERPLESSITA’!

E’ di qualche giorno fa l’articolo uscito su Repubblica “Io e i miei cinque figli, una classe in casa: così diciamo basta a compiti e pagelle”.

Erika Di Martino è la pioniera dell’homeschooling in Italia, realtà nel nostro paese non ancora molto diffusa e che riguarda ufficialmente circa un migliaio di bambini.

Chiaro che quando si parla di educazione dei figli, ognuno fa rigorosamente ciò che vuole e che ritiene il meglio per i bambini. Ma davvero questa mi sembra una scelta sul lungo periodo penalizzante per i piccoli, che, prima o poi, dalle rassicuranti mura di casa dovranno uscire, volenti o nolenti.

  1. UNA QUESTIONE DI METODO. Chapeu a tutti i genitori che si sentono in grado di insegnare ai propri figli tutte o comunque molte delle materie che devono far parte del loro bagaglio culturale. Anche per la più acculturata delle mamme, a meno che non abbia un certo tipo di formazione, non deve essere facile acquisire il metodo per insegnare ai bambini. Io sono sempre dell’idea “a ognuno il suo mestiere”.
  2. E IL TEMPO? E, sicuramente, è molto complesso anche trovare il tempo di seguire l’istruzione dei figli: anche se non si lavora, la gestione della casa e dei mille aspetti della vita quotidiana porta via moltissimo tempo…Come sostituirsi alla scuola e istruire uno o più figli?
  3. SOCIALIZZARE SOLO IN CASA? La scuola è il principale luogo di socializzazione per i bambini. E’ lì che incontrano i coetanei e si confrontano con loro. E’ a scuola che scoprono l’esistenza di un mondo variegato, complesso, dalle mille sfumature al di fuori del rassicurante ambiente domestico. Per quanto si possano poi far fare attività ai bambini, per quanto li si possano portare in giro, niente sarà mai come la classe, con le sue dinamiche, con i suoi equilibri e, perché no, con i suoi problemi.
  4. ZERO REGOLE? Le regole, ci piaccia o no, sono importanti. Avere degli orari e una certa regolarità nella struttura delle giornate, nella vita adulta è importante, qualunque sia la strada che si sceglie. E, qualche volta, ci si ritroverà nell’impossibilità di scegliere. Anche imparare a rispettare un’autorità, che non sia solo quella genitoriale, è molto importante. Insomma, a me quella frase di Erika Di Martino: “non c’è nulla di strutturato, ci alziamo la mattina e decidiamo cosa fare” non va proprio giù.
  5. SCUOLA MAESTRA DELLA VITA. Certo che la scuola italiana ha tantissimi limiti, mille aspetti che andrebbero cambiati, migliorati. Insegnanti competenti e insegnanti non competenti, Ci sono i voti e le pagelle, che, forse, andrebbero aboliti per evitare quella assurda competizione tra bambini. I metodi pedagogici e di insegnamento raramente sono i più moderni. E’ chiaro che nella scuola ci sono mille ingiustizie, esiste il bullismo tra bambini sempre più piccoli, il servizio mensa spesso lascia a desiderare. Talvolta gli insegnanti non sanno aspettare i bambini che dovrebbero essere aspettati, non sanno capire le problematiche di ognuno. C’è tanto, tantissimo da fare. Ma questa non è forse la vita? Quante volte capiterà di essere lasciati indietro o, al contrario, di doversi fermare per aspettare qualcuno? Quante porte ci verranno sbattute in faccia? quante persone non ci capiranno? E quante volte noi non capiremo gli altri? Quante volte verremo esclusi o trattati ingiustamente? Quante volte ci verrà voglia di cambiare tutto, quante volte desidereremo di cambiare una realtà che così com’è non ci va? Secondo me la scuola, con la sua imperfezione, insegna ai bambini che la vita è imperfetta, è un casino, è dura e talvolta incomprensibile. Ma che insieme si può cercare di cambiare qualcosa. Ci si può battere per ciò che è giusto e, magari, ottenere piccoli risultati. Io vorrei che i miei figli imparassero che scappare e chiudersi in casa non serve, ma che anzi, bisogna uscire dalle protettive mura domestiche, tenendo presente che quelle mura saranno sempre pronte ad accoglierci e a rassicurarci.
  6. A QUANDO IL MOMENTO DI ENTRARE NEL MONDO? Per un bambino che ha iniziato con l’homeschooling, quale sarà il momento giusto per entrare nel mondo? Le medie? No di certo, con tutte le problematiche di un’età difficile. Il liceo? L’Università? Il mondo del lavoro? Non è meglio introdurre i bambini e poi i giovani gradualmente all’autonomia? Che non è solo autonomia di girare da soli per il quartiere, ma autonomia di rapportarsi al mondo esterno, ai coetanei, agli adulti, alla società e alle istituzioni da soli, autonomia di gestire da soli una complessità sempre maggiore. Come farà un ragazzo che non si è mai rapportato con un’autorità esterna alla famiglia a sostenere un esame all’università o un colloquio di lavoro?

Insomma, io sono molto, molto perplessa. Ma forse sbaglierò…Voi cosa dite?

7 thoughts on “HOMESCHOOLING: TANTE PERPLESSITA’!

  1. Cara Giuiana, anch’io ho le tue stesse perplessità. E penso che tu abbia molto bene centrato l’argomento nel punto 5. La scuola è una piccola società e a volte non sempre va tutto dritto, neanche, per fortuna, tutto storto…, ma è importante saperlo e corazzarsi, come dico sempre ai miei figli. Eppure ogni tanto una pulce nell’orecchio mi sussurra “e se avessi fatto homeschooling, i miei figli sarebbero più sereni?”
    Sicuramente, se dovessi tornare in dietro non sceglierei una scuola a tempo pieno…

    1. Ciao Monica, anch’io mi chiedo se con altre scelte i miei figli sarebbero più sereni, ma mi rispondo che la serenità in questi anni, con scelte drastiche come l’homeschooling, la pagherebbero poi nell’adolescenza e oltre. Quanto al tempo pieno, concordo con te. Tornando indietro penso che per il mio bambino che ora frequenta la quarta elementare, avrei scelto diversamente, avendo la fortuna di poterlo fare. Tutte quelle ore a scuola e il poco tempo libero, da trascorrere anche semplicemente a casa, gli pesano davvero molto…

  2. ANCHE VOLENDO NON POTREI LAVORANDO FULL TIME, MA A PARTE CIO GIA COSI FACENDO STI BAMBINI CRESCONO NELLA BAMBAGIA ( TERMINI SENTITO DAI MIEI GENITORI IN PRIMIS E DA TUTTI I NONNI) FIGURIAMOCI A STUDIARE A CASA… ALTRO CHE BAMBOCCIONI!! RIMBAMBONI DIVENTEREBBERO!! NO NO MELGIO MILLE VOLTE LA SCUOLA CON TUTTE LE SUE IMPERFEZIONI!

  3. Anche io Giuliana ho molte perplessita’ circa l’homeschooling per tutte le ragioni che hai esposto benissimo e se anche potessi non farei mai questa scelta.
    Inoltre sono molto convinta della scuola a tempo pieno ed anche in questo caso se potessi manderei comunque mio figlio a scuola fino alle 16.30, parlo di materna ed elementari ovviamente.
    Trovo che avere troppo tempo “libero” sia dannoso per i bambini, meglio che siano impegnati in attivita’ didattiche, comunque lavorando su 8 ore e non 4 o 5 hanno molti tempi di riposo ed i ritmi non sono cosi’ stressanti per loro. Inoltre hanno modo di imparare il metodo di studio in classe e di aver completato tutto il lavoro durante la settimana una volta usciti da scuola.
    Ad esempio mio figlio che frequenta la terza ha le materie orali da studiare durante la settimana (quasi mai compiti scritti) , ma di solito hanno gia’ letto in classe le pagine e sottolineato i concetti principali…lui a casa in un attimo rilegge, fa un diagramma logico e ripete ad alta voce…stop
    Quindi dalle 16.30 ha tutto il tempo per fare sport, giocare e rilassarsi…evitando ore a casa davanti a tv o computer che specie durante l’inverno sarebbero quasi inevitabili…
    Non so sara’ perche’ la nostra esperienza scolastica e’ molto positiva ma onestamente anche potendo non cambierei nulla..

    1. ciao Silvia Fede, anche questo è vero: troppe ore libere sono poi difficili da riempire in modo intelligente soprattutto d’inverno e nel tempo pieno i bambini hanno anche più tempo per socializzare. Nel caso del mio figlio grande resta su tutte quelle ore a scuola qualche perplessità (il piccolo ha un carattere diverso e non credo che l’anno prossimo alle elementari gli peserà!). Per quanto riguarda l’homeschooling, anch’io non lo farei mai!

  4. Ciao Giuliana
    Io penso che la verità sia a metà strada non si può dire in assoluto meglio la scuola tradizionale o l’homeschooling, ognuna ha lati positivi e negativi. Bisogna in primis tenere conto del vissuto del bambino e della sua famiglia e teniamo presente che come è strutturata oggi la scuola italiana ha parecchie carenze che a volte si ripercuotono negativamente sul bambino. Per esperienza personale non disdegnerei l’homeschooling sicuramente senza prove invalsi ma con esperienze che facciano nascere la voglia di sapere e non necessariamente ne dovrebbero uscire dei rimbamboni, anche perché certi bambini nonostante la breve vita hanno pagato un prezzo tale che nessuna bambagia potrà ripagare. Quindi ben venga la scuola in un luogo familiare, con un genitore o un parente, tra
    Il calore della propria casa che per molto e’ mancato.

    1. Ciao Ornella, grazie. Sì, forse la verità è a metà strada. A me sembra che l’homeschooling sia un eccesso di protezione, è anche vero che la totale mancanza di “protezione” nella scuola può far pagare ai bambini un prezzo troppo alto…

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