Igiene verbale

Qualche tempo fa il dolcissimo bambino di tre anni di una carissima amica,

in visita a una ragazza che aveva appena partorito,
ha esclamato candidamente:
“Mamma, andiamo a casa? Mi sono rotto i coglioni”.
La mamma in questione si è sentita in colpa
e ha ammesso che, FORSE, qualche rara, rarissima volta,
in situazioni eccezionali,
quell’espressione le è scappata.
L’altro giorno esco con mio figlio di casa diretta all’asilo.
Solita fretta del mattino.
Noto sul portone l’avviso della lettura gas.
Il che significava tornare su con l’ascensore,
riaprire la porta,
cercare un foglio,
cercare una penna
e soprattutto il nastro adesivo
(in qualche anfratto dello sgabuzzino),
leggere il contatore,
annotare i numeri
e attaccare il tutto alla porta.
“Oh no! Amore dobbiamo tornare su un attimo!”, ho detto al mio cucciolo.
“Che rottura di cazzo”, mi risponde il bambino come niente fosse.
Al di là del fatto che avesse ragione,
(e mai ci fu espressione più azzeccata per esprimere quella situazione)
sono rimasta un po’ basita.
Se non altro perché non credo di usare quella frase,
prediligendo il più elegante “che rottura di palle”.
Qui comunque bisogna darsi una regolata, ragazze.
Ogni tanto una parolaccia aiuta a sfogarsi,
e in momenti critici è capitato anche a me di usare un turpiloquio da scaricatore di porto.
Ma davanti ai bambini no,
non si può,
non si deve.
Da oggi mai più una parola fuori posto.
Giuro.

2 thoughts on “Igiene verbale

  1. Puoi risparmiarti la fatica. Ci pensano i compagni di scuola, i cartoons, quel signore tanto elegante che sta aspettando il pullman accanto a voi, chiunque capiti a portata d'orecchio dei tuoi figli. La nipote di un mio amico era insieme alla cattolicissima nonna che l'aveva praticamente cresciuta insegnandole l'avemaria e il padrenostro prima delle tagliatelle di nonna pina. Pestò una cacca di cane e se ne uscì con un moccolo di tutto rispetto che causò deliquio & svenimento nella povera signora.
    Secondo me è meglio insegnare ai bambini QUANDO e DOVE si può dire impunemente qualche parolaccia.

  2. concordo con Alessandra. nonostante io e mio marito cerchiamo di tenere sempre un linguaggio educato e forbito… davanti ai bimbi a volte mi viene a casa da scuola don delle e vere e proprie … non so neanche come definirle… e falle capire che non devono dirle.

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