Il bambino a catalogo

Qualche giorno dopo aver scritto il post “fiocco azzurro”,
sul blog Vivalamamma, leggo della possibilità, in California,
di scegliere, non solo il sesso del nascituro,
ma addirittura il colore di occhi, capelli, pelle.
Insomma, sembra che oggi ci si possa confezionare un bambino su misura,
cercando magari un donatore di seme simile al divo preferito.
Io non ne voglio fare un discorso morale, che pure ci starebbe,
ma come può essere desiderabile scegliersi un figlio a catalogo?
Io poi, che faccio fatica a fare piani anche solo sulle vacanze o su quello che farò domani,
non saprei davvero da che parte cominciare.
Adoro le sorprese, i ribaltamenti improvvisi, l’imprevedibilità dell’esistenza.
Non nego che non mi sarebbe dispiaciuto avere una bambina,
magari bionda con gli occhi verdi,
proprio come me.
Ma vorrei che arrivasse perché deve arrivare, non perché l’ho programmata a tavolino.
Certe volte guardo mio figlio, e in lui rivedo tanti minuscoli dettagli del mio donatore,
ovvero mio marito,
scelto non in foto,
ma nel corso di qualche complice serata milanese.
Il modo di muovere le dita dei piedi,
l’espressione di quando è concentrato,
il mento un po’ troppo pronunciato,
perfino la posizione mentre dorme.
E in quei momenti non è che penso che lo vorrei uguale a Brad Pitt,
ma, anzi, trovo in lui un tanti minuscoli motivi in più
per essere certa di aver scelto il donatore migliore.
Certo, è bello fantasticare sul bimbo che verrà,
ma è anche bello scoprire che il piccolo ha una sua identità,
sia fisica che caratteriale,
unica, non programmabile;
che il nostro piccolo è così perché
Dio, il caso, il fato, qualche complesso meccanismo biologico (scegliete voi),
nel giorno in cui ha iniziato a crescerci dentro,
ha fatto sì che avesse quei capelli e non altri,
quelle labbra, quel sorriso, quel modo di guardarti.
Rispetto al quale non possiamo che inchinarci
alla parte di mistero della vita che (fortunatamente) ancora rimane.

One thought on “Il bambino a catalogo

  1. Hai ragione Giuli. E' davvero inquietante! E se alla fine il risultato non fosse quello sperato mostrando lo scontrino si potrebbe cambiare con un altro? E se fosse il bambino, ormai cresciuto, a trovare inadeguati i genitori, cosa potrebbe fare? Rottamarli? Magari potrebbe ricevere qualche incentivo? Che orrore!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.