Il corpo che cambia in gravidanza

Articolo a cura dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus

La gravidanza inizia con un dubbio che, nel giro di pochi minuti, dà avvio ad un turbinio di interrogativi, ad una girandola di emozioni che accompagneranno una donna durante l’attesa, il parto e la nascita.

Innanzitutto una donna. Una per una. Esiste la gravidanza, non le gravidanze. Una è diversa dall’altra. Infatti è da lei e in lei, cioè in una donna, che tutto inizia e la trasforma dentro e nel suo rapporto con la vita. La conferma dell’inizio di un battito apre due persone ad una scena nuova, sconosciuta: tutto deve avvenire, dentro e fuori dal corpo.

L’attesa è un viaggio a due, dove i protagonisti, la mamma e il suo bambino, sono legati e uniti in un “corpo nel corpo”, a partire dal concepimento fino al parto. La mamma fa esperienza, giorno dopo giorno, di un piccolo che cresce dentro di lei: esperienza psichica caratterizzata da emozioni e sentimenti di grande intensità, accompagnati  da spunto di paure rispetto alla crescita e alla salute del proprio bambino.

Lo specchio esterno rimanda i cambiamenti fisici, giorno dopo giorno più evidenti, che nella donna si intrecciano al graduale sviluppo dall’embrione, al feto, al bambino. Fisiologia e risposte emotive/psicologiche si annodano. I sentimenti di inadeguatezza  fanno parte inevitabilmente del percorso dell’attesa e della gravidanza, per questo è importante che una madre non si senta mai sola e che, nel rispetto delle sue esigenze, possa trovare supporto dalle figure che gravitano attorno a lei: familiari, amici, figure mediche.  Ad esempio importante sarà potersi affidare all’ostetrica come figura di riferimento simbolico affettiva che sostenga e valorizzi l’inizio dell’ avventura dell’essere madri. Fondamentale è poi il sostegno del compagno, ovvero del padre. Stanchezza psichica, fisica e sbalzi ormonali costellano infatti il periodo dell’attesa, per questo motivo è importante la qualità della presenza del partner affinché, giorno dopo giorno, la futura mamma possa sentirsi sostenuta e acquisire sempre maggiore fiducia in se stessa.

Quindi, come affrontare i cambiamenti del proprio corpo durante la gravidanza? 

La gravidanza è un’ esperienza intima e soggettiva e tale è anche l’incontro che una madre fa con i cambiamenti corporei che l’attesa comporta.

Non esiste dunque una regola universale: ogni futura madre è, innanzitutto, una donna, un soggetto. E la qualità del rapporto di una donna con il proprio corpo, che precede il concepimento, influenza anche le modulazioni con cui questa donna risponde ai cambiamenti del corpo: aumento del peso, ingrossamento del seno, dei fianchi e delle cosce. Ciò dunque non consente una risposta generale universale. Tempi, storia soggettiva e qualità del rapporto di coppia influenzano questo delicato compito della neo madre, come donna, di riequilibrare, armonizzare il rapporto con la sua immagine corporea.

I profondi cambiamenti fisici, metabolici, ormonali, si fanno sentire presto, già nei primi tre mesi. Stanchezza e nausea, sono a volte sgradite compagne di viaggio. Dovendosi abituare ad accogliere, contenere e nutrire un altro corpo, quello della donna deve cambiare e abituarsi gradatamente a tali profondi mutamenti. Stanchezza, sonno, nausea, fame sono dunque normali e ogni donna percepirà questi segnali del corpo che cambia in modo diverso.

Ogni soggetto, ogni donna che diventa madre, ha bisogno di un tempo, un suo tempo, particolare e soggettivo, per elaborare il rapporto con la propria immagine corporea.

Anche a questo proposito rinnoviamo l’importanza del partner e anche della sua modalità di avvicinarsi e vivere i cambiamenti del futura madre, sua compagna. Una donna, se così possiamo dire, ha bisogno di incontrare, anche nello sguardo del suo uomo, una valorizzazione, affinché si possa prendere cura di sé.

Il riposo e un’alimentazione adeguata sono fattori preziosi che, oltre al benessere della donna, nutrono utero e feto. L’aumento delle dimensioni del corpo e del peso può preoccupare rispetto ai chili che via via si aggiungono…in realtà servono a preparare la “culla nel corpo” e ad accumulare energie utili sia durante il parto sia, al ritorno a casa nel prendersi cura del neonato. Anche se lo specchio rimanda un’immagine “gonfiata”, la bellezza femminile di una donna in attesa, è unica.

Una donna e un uomo mantengono il loro equilibrio anche quando inizia una gravidanza. Se erano amanti, continuano ad esserlo. Anzi, i mesi della gestazione rappresentano un’occasione di crescita e di arricchimento della relazione. Certo, l’arrivo di un bambino crea scompiglio, soprattutto dal punto di vista emotivo e psicologico. I possibili cambiamenti sessuali dipendono dalla storia soggettiva della donna che la madre è, allo stesso tempo dalla storia soggettiva dell’uomo che il padre è e dalla qualità della loro relazione. Comunque la voglia e il desiderio può succedere che non si attenuino, bensì può accadere l’inverso. I mesi di gestazione e la nascita mettono a dura prova la relazione di coppia, ma sono anche preziosi occasioni di maturazione e di crescita, sia personale sia relazionale.

In sintesi, dobbiamo tenere presente che, ad ogni fase della gravidanza, i cambiamenti fisiologici sono accompagnati da fenomeni psichici, consci e inconsci, reattivi. Ogni donna vive tale complementarietà in modo soggettivo, quindi diverso. C’è chi si sente fiorire, chi appassire. Chi si apre ottimista ad uno sguardo sul futuro, chi il futuro lo teme. Queste reazioni psicologiche sono fortemente influenzate dall’ambiente che circonda la donna. Le energie psichiche vengono gradatamente rivolte a costruire, arredare il mondo interno, l’unità con l’essere che sta crescendo dentro, a scapito un po’ del mondo esterno. Non c’è da preoccuparsi. La costruzione della “culla interna” che deve contenere il bambino, richiede anche tante energie psichiche/emotive, non solo fisiche. Ed ogni donna ha i suoi tempi, le sue energie, il suo corpo!

Articolo a cura di
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
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