Il grande inganno

Nell’epoca in cui, quando si tratta di figli, ci si fanno mille domande,
e in cui, per ogni questione, spuntano come funghi nuove teorie pedagogiche,
psicopedagogisti di grido e neuropsichiatri infantili,
per non parlare di altre mamme seguaci di questa o di quella teoria,
di nonne, di suocere o anche si preti,
che hanno da dire la loro,
ecco che, chi racconta ai piccoli di Babbo Natale o di Gesù Bambino,
rischia di essere additata come una bugiarda,
che, probabilmente, produrrà dei danni irreversibili nella delicata mente del suo bambino.
Bé, in effetti, questa storia di Babbo Natale e Gesù Bambino, una balla lo è.
La notizia, udite udite, è che né Babbo Natale né Gesù Bambino esistono.
I regali vanno a comprarli mamme stanche e, in questo periodo, un po’ nevrotiche.
Oppure ci vanno papà indaffarati,
di corsa in qualche centro commerciale affollato,
magari in pausa pranzo.
Niente renne e niente pastorelli,
niente angioletti e niente stelle comete.
Forse dovremmo dire ai nostri figli che in questo mondo
non basta “fare i bravi” per avere dei regali.
Dovremmo spiegare loro che ogni pacchetto che apriranno
è frutto del duro lavoro nostro o altrui.
Ovviamente, ognuno è libero di scegliere.
Babbo Natale sì, Babbo Natale no.
Gesù Bambino sì, Gesù Bambino no.
E così, oltre al dramma dell’inganno, facciamo entrare in campo anche il nostro credo religioso, e magari anche quello dei nonni,
che spesso sono di parere diverso dal nostro quando si tratta di tradizioni.
E così, ecco un’altra questione che ci mette in paranoia.
Povere mamme del terzo millennio.
Una volta ti dicevano: i regali li porta Gesù Bambino.
Punto e basta.
E nessuna mamma (o quasi) si sarebbe sognata di cambiare questa lunga tradizione.
Oggi, da mamme pensanti, siamo chiamate a una riflessione anche su questo.
In certi casi ci troviamo coinvolte in consultazioni familiari,
e costrette infine ad operare una scelta complessa
sulla base di N variabili.
Alla fine, io ho deciso.
Ho tagliato la testa al toro.
Qui, per non farci mancare niente, arriverà non solo Babbo Natale,
ma anche il piccolo, biondo e ormai un po’ old fashion, Gesù Bambino.
Per l’esattezza, arriveranno qui insieme,
depositeranno i regali sotto la sequoia della California tutta addobbata
(che mio figlio si ostina a chiamare ‘alberello’),
daranno anche un occhio al presepe
e si mangeranno magari qualche biscottino.
Eccolo qui il grande inganno,
impacchettato e infiocchettato,
confezionato ad arte per i piccoli ingenui,
che credono a qualunque cosa dicano mamma e papà.
Ho pensato che hanno tutta la vita per scoprire come funzionano le cose,
le leggi del mercato,
il mondo del lavoro,
le crisi economiche,
i centri commerciali.
Finché sono piccoli, per i bambini fantasia e realtà non sono distinte.
Per mio figlio i personaggi delle favole sono reali quanto me e lui.
E quando vede una strega o un mostro
mi chiede che cosa accadrà se usciranno del libro.
E pensa che Panda e Topo Tenerone siano suoi amici tanto quanto i compagni dell’asilo.
Un giorno tutto questo cambierà.
Realtà e fantasia prenderanno da sé forme diverse,
lentamente, senza bisogno di grandi rivelazioni
o di momenti della verità.
E senza neanche, credo, grandi traumi psicologici.

One thought on “Il grande inganno

  1. si concordo con te. è un bene che da piccoli si crede a babbo natale. c'è tutta la vita per capire il resto.
    ma tu cosa hai regalato ai tuoi bambini?:)
    mio nipote che ha 8 anni purtroppo avrà la wii. però io eliminerei tutti i videogiochi dalla faccia della terra:)

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