Il luogo dell’anima (parte I)

Il paesino dove siamo nati,
la metropoli dove abbiamo vissuto anni felici,
la casa dove abitano i nostri ricordi,
la spiaggia dove siamo cresciuti,
la montagna che abbiamo ammirato da bambini,
il cortile in cui abbiamo imparato ad andare in bicicletta.

Non importa l’indirizzo,
conta solo che lì abita la nostra anima.
Lì, e non altrove, sappiamo di poterci ritrovare.
Di recuperare la parte più viva, più vibrante e più autentica di noi.

È il luogo che vorremmo i nostri figli amassero quanto lo amiamo noi.
E ci rimarremo male quando loro ne sceglieranno un altro per sé,
perché ognuno ha il proprio luogo dell’anima.

È il luogo dove vorremmo che niente cambiasse.
Non quel muro scrostato,
non il negozietto all’angolo,
non quella casa sbilenca,
non il portiere di quell’hotel,
non la proprietaria di quella villetta,
che adesso avrà mille anni,
ma sicuramente è ancora lì ad innaffiare i suoi fiori.

È il luogo dove, un giorno,
vi porterà chi amate.
Per farvi una sorpresa,
magari in occasione di un anniversario
o di un compleanno.

E voi saprete che chi capisce qual è il vostro luogo dell’anima,
chi intuisce che lì, e non altrove,
la vostra esistenza si è sentita completa,
vi ha comprese davvero.

3 thoughts on “Il luogo dell’anima (parte I)

  1. Bello davvero…anche se i propri luoghi nessuno li capirà mai veramente, sono una dimensione mentale intima e irraggiungibile.

  2. @fede: anche il post è da diabete 🙂 comunque è vero quello che dici, anche se a volte i posti a cui siamo più legati ci danno una mano a riconciliarci con le persone che normalmente sono molto più complicate da amare! @anonimo: è vero, però chi ci ama può avvicinarsi un po' di più, se glielo permettiamo.

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