Il soggetto ‘phone addicted’

In questi giorni è stato ricorrente nelle chiacchierate con amiche e conoscenti varie il tema del marito/compagno/fidanzato “phone addicted”.

Ho così scoperto, magra consolazione, che il fenomeno è dilagante.
Del resto basta fare una rapida ricerca su Google per trovare centinaia di siti che si occupano della nuova psico-patologia, paragonabile alla dipendenza da sostanze stupefacenti.
I sintomi riferiti dalle mogli/compagne/fidanzate sono sempre gli stessi:
Utilizzo spasmodico e smodato del cellulare, in qualunque situazione (giornate in famiglia, serate in tete-à-tete, ricorrenze familiari varie, serate con amici, visione di film, discussioni o chiacchierate su qualsiasi tema) e in qualunque luogo (ristorante, cinema, chiesa, negozi, supermercati, divano e, ovviamente, bagno).
Panico, crisi di ansia, rischio di infarto nel caso (peraltro rarissimo) di perdita, guasto, dimenticanza del prezioso aggeggio o assenza di caricatore;
Introduzione nella conversazione di questioni o domande che possono essere risolte solo con una ricerca on-line tramite il telefono (del tipo: “di che anno era quel tale film? Aspetta che guardo” – segue sbirciatina alle ultime news, a Facebook con aggiornamento dello stato e alle mail) oppure apposita creazione di situazioni risolvibili, a parere del soggetto in questione, esclusivamente tramite una App (del tipo: “come mi vesto oggi? Aspetta che guardo qual’è la temperatura esterna”. Ma aprire la finestra no?)
– In alcuni casi è stato segnalato il flirtaggio con amiche e colleghe via chat, con conseguente considerazione pari a zero della moglie/compagna/fidanzata.
Abbandono di tutte (ma proprio tutte) le altre attività serali a favore del telefono.
Non è che il compianto e geniale Steve Jobs con il suo “stay foolish” è stato male interpretato e li ha fatti uscire di testa?
Nell’epoca della perenne connessione, dove andranno a finire le relazioni?
L’ossessione del “keep in touch” tramite la rete, non ci farà perdere di vista il “contatto” reale?
Come rimediare?
Ho raccolto diversi pareri sulle possibili soluzioni:
– litigare ogni sera;
– rassegnarsi;
– comunicare solo via chat o e-mail;
– mandare il marito/compagno/fidanzato in un rehab;
– trovare un altro marito/compagno/fidanzato che sappia per lo meno spegnere il telefono al momento giusto (la soluzione più gettonata).
Intanto la Stefi, già in pieno trip da vacanze estive,
perché lei è una che si porta avanti,
sembra intenzionata a scovare un luogo sul globo dove non prende il cellulare.
Missione quasi impossibile, temo.
O esiste una App per capire dove non possiamo usare App?

2 thoughts on “Il soggetto ‘phone addicted’

  1. Mio marito non è phone addicted ma è sulla buona strada.
    Ha due telefoni con tariffe diverse, uno per il lavoro e il volontariato e uno per la famiglia. Mediamente gli strillo dietro due volte al dì e se voglio essere sicura che recepisca quello che gli dico gli mando un sms.
    Adesso ha pure il tablet.
    Il bello è che non usa l'unica funzione per cui valga la pena avere un cellulare, cioè l'agenda elettronica, di conseguenza si dimentica due appuntamenti su tre,

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