Il temporale

E’ stata colpa del temporale. L’avete visto? Un’ora fa, pi√Ļ o meno, c’√® stato un’acquazzone di quelli che ti costringono a riparati ad aspettare che passi, mentre qualche venditore cerca di farti comprare l’ennesimo ombrello.

Oggi sono andata all’ospedale a trovare una cara amica che ha avuto un bambino.
Ho fatto trepidante la salita che conduce all’ingresso e sono salita con l’ascensore al secondo piano. Ho percorso il corridoio del puerperio guardando i numeri delle stanze e ho trovato lei, la mia amica, con il suo compagno e il loro bambino.

Conosco bene la storia che l’ha portata a questo momento magico, e sono stata felice, oggi, di esserci. E di vederla felice. E’ bello vedere le amiche felici, tanto pi√Ļ quando quella felicit√† non √® stata sempre a portata di mano, comoda comoda.

Mi sono fermata un po’, poi sono andata all’uscita, pensando a come il miracolo della vita che inizia riesca sempre a stupirci e a commuoverci. E non importa quanti bambini appena nati abbiamo visto.

Sono arrivata all’ingresso e, proprio mentre varcavo la soglia, ha iniziato a piovere a dirotto.

Ho aspettato che spiovesse per un po’, sospesa tra il desiderio di andare sotto l’acqua, e l’impulso, quasi irresistibile, di tornare dentro, salire le scale e arrivare al primo piano.

Cos√¨, giusto per vedere se la Terapia Intensiva √® ancora l√¨, se quel mondo esiste ancora, se davvero l√¨ c’√® ancora una parte di me, anche se di tempo ne √® passato.

Mi sono voltata e con un’emozione strana sono salita: eccolo l√¨, il cartello della Tin.

Non è che una possa stare lì a guardare una porta per troppo tempo. Mi sono trattenuta solo qualche secondo.

Il tempo di capire che, in fondo, non è cambiato niente.

Tornando verso le scale, ho visto la sala dove ho mangiato tante volte con le amiche, allora compagne di sventura, ora, per fortuna, di aperitivi e serate.

La vita √® andata avanti, ma tutte noi siamo ancora l√¨. Che piangiamo, ridiamo e viviamo senza sosta in un’emozione che riesce ancora a stringerci il cuore.

Sono tornata all’uscita: c’era il sole.
Ho preso una bicicletta e ho pedalato senza sosta fino a casa.

Mentre accendevo il computer, per buttarci dentro l’emozione di oggi, ho notato una macchia bianca sul ¬†mio braccio.¬†All’ospedale stanno imbiancando il piano terra.

E allora mi viene da pensare che le nostre vite si sono colorate di colori nuovi, in questi anni. Ma non basta qualche mano di vernice per cancellare tutta la durezza del muro ruvido e segnato che resta lì sotto.

E basterà un acquazzone estivo per farci ritrovare lì, dove siamo state una volta. Dove il nostro tempo si è fermato, dove i ricordi riescono ancora a tenerci in ostaggio. E dove una parte di noi sarà sempre.

PS: Ora vado, che esco con due amiche che ho conosciuto proprio lì. Rideremo, parleremo delle nostre vite di oggi, dei nostri figli, saremo belle e felici, ci divertiremo come sempre. Oggi è una di quelle giornate in cui tutto torna in un cerchio perfetto!

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