Il valore della noia (a cura di Associazione Pollicino Onlus)

Nella società contemporanea alla noia viene attribuita una valenza negativa. Il pensiero contemporaneo, fondandosi sul mito tecnocratico, tende a considerare il tempo dedicato alla noia, quello “non impegnato”, come tempo perso. Fedeli a tale visione, molti genitori impegnano, ( a volte  sembra quasi un dovere!) i bambini con talmente tanti stimoli, passatempi e attività che questi vengono “privati” della possibilità di annoiarsi.

Le giornate dei più piccoli si presentano come fitte di impegni che i genitori pensano accuratamente per evitare che i loro figli sperimentino sensazioni di noia e apatia: dopo la scuola, i bambini vengono coinvolti in corsi di danza, recitazione, nuoto, musica. Proprio perché costantemente impegnati, i bambini non sono abituati a gestire il loro tempo libero, e quando si trovano a dover affrontare rari momenti di tranquillità, non sanno come affrontarli.

Per questo, spesso, fanno ricorso al cibo per passare il tempo: per tappare il buco della noia richiedono o si procurano cibo, anche in assenza di un’effettiva fame. L’oggetto-cibo allenta quei sentimenti di solitudine, di mancanza, di noia che i bambini faticano a gestire e tollerare. Il cibo diventa quindi una sorta di partner per il bambino, che lo utilizza per riempire quella sensazione di vuoto interna, che a prima svista può sembrare un vuote del pancino.

Seguendo le parole di Silvia Vegetti Finzi, può essere utile invitare  i genitori a fare in modo che i loro bambini abbiano dei momenti vuoti, dove può sorgere noia, vissuta come un’esperienza di accrescimento e sviluppo del pensiero. Perché dentro il tempo della noia un bambino può trovare il suo mondo, sognare e sviluppare importanti idee per il suo futuro.

I bambini hanno bisogno di qualche momento di riposo, ed è quindi importante che non abbiamo tutta la vita pianificata fin da piccoli. Bisogna occupare il tempo libero con attività piacevoli che rendano felici i bambini. Si possono proporre delle attività che chiamino in causa la loro particolarità e soggettività: leggere un libro, scrivere i propri pensieri, fare un giro in bicicletta, cucinare insieme alla mamma, cantare, ballare.
Si deve lasciare aperto uno spazio perché essi possano capire ciò che più gli piace e gli interessa.
Il momento della noia non deve essere visto come del tempo perso, ma come il tempo della creatività e della fantasia.

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