La calzina blu

Adesso che ho messo le mani avanti,
e vi ho spiegato che c’è la possibilità che leggendo questo blog di tanto in tanto vi smaroniate
(per usare un termine elegante),
adesso che vi ho spiegato questa storia del prima e del dopo e di tutti drammi e del senso della vita,
suona di nuovo il campanello.
E’ la signora del piano di sotto con un paio di mutande di mio figlio in mano.
Ops.

In effetti il mio arrivo in questo condominio temo non sia passato del tutto inosservato.
Innanzitutto, la signora ottuagenaria del piano di sotto,
gentilissima, mi ha già portato su nell’ordine:
– un mega copripiumino caduto sulle due piante uno dei primi giorni con effetti devastanti;
– una micro calzina del piccolo;
– una calza del grande.

Altre cosette varie si è limitata a lasciarmele appese alla maniglia
(“così non la disturbo suonando”, ha aggiunto una volta gentilissima).
Oggi si vede che le mutande non si è sentita di appenderle in bella mostra sulla porta del pianerottolo.

Ebbene sì, per me stendere sui fili fuori dal balcone è un problema. Lo ammetto.

Ora, c’è un fatto che mi tormenta.
Sono assolutamente certa di aver visto, ieri pomeriggio, attaccata con una molletta sola soletta ai fili della signora, una calzina blu con riga rossa, del mio bambino grande che non trovavo da un po’ di giorni.
Era lei, non ci sono dubbi.

Ma perché la signora se l’è stesa sul balcone invece di darmela, che so, insieme alle mutande?
E, soprattutto, perché questa mattina non c’è più?
Dov’è finita la calza di mio figlio?
Mistero.

Per il momento non ho osato indagare.
Aspetto notizie o richieste di riscatto.

2 thoughts on “La calzina blu

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