La donna di vetro

Sei la più forte.

Sei una donna indistruttibile.
Sei un caterpillar (parole testuali di un caro amico).
Sei una donna di acciaio.
Lei è una donna coraggiosa (il mio dottore preferito).
Ancora conservo gli sms, le mail e le parole di tutte le persone (e sono tante, e sono fantastiche)
che mi sono state vicine in questo periodo.
E ho scoperto che tutti, ma proprio tutti, mi considerano una tosta.
La cosa ovviamente mi fa piacere,
ma in realtà non so da cosa derivi questa diffusa convinzione,
anche perché, finora, non è che la vita mi abbia posto davanti a prove così dure.
Spesso però mi sento una donna di vetro.
E vorrei lasciarmi andare.
E disintegrarmi in mille pezzi.
Ma non lo faccio.
Come sei brava, ma come fai?
Io non ce la farei.
Sei veramente una mamma meravigliosa.
Ma no, sono semplicemente una mamma,
e questo, inspiegabilmente, basta.
Basta a trovare la forza, una forza che io non ho mai sospettato di avere.
Ma che ritrovo ogni giorno negli occhi di tutte le mamme che incontro in ospedale.
E nelle parole di chi da quell’ospedale ci è passata.

9 thoughts on “La donna di vetro

  1. Hai già capito la formula giusta. Non devi dimostrare a nessuno che sei forte, neanche a te stessa. sei mamma, la mamma di Matteo. Sei consapevole che in questo momento lui ha bisogno di te. Stai facendo semplicemente la mamma, ti stai prendendo cura di tuo figlio, per quanto ti sia permesso di farlo. Non sei infrangibile, in questi momenti, è concesso piangere e aver paura… ma magari ti sorprendi per la forza interiore che hai scoperto di avere. Le mamme dei bimbi prematuri sono speciali, semplicemente perché avranno nuovi occhi per poter guardare il mondo… e questo cara Giuli non è concesso a tutte le donne, non sei forte… ma speciale. Se senti il bisogno di piangere fallo, non per questo risulterai debole agli occhi delle persone che ti vogliono bene. un'abbraccio fortissimo J.

  2. Solo oggi, al rientro dalle vacanze, leggo di te e del tuo nuovo bimbo. Ce la farete, ne sono sicura, ma prenditi i tuoi momenti per cedere. Non sei di vetro ma nemmeno di acciaio.

  3. In realtà io mi sentivo proprio così, metà acciaio e metà vetro…d'acciaio perchè sembrava che il mondo esterno non esistesse più, le emozioni si cristallizzavano al momento in cui potevo prendere la mia bimba dall'incubatrice,tutto il resto mi scorreva intorno poco o niente interessante. Vetro perchè quando arrancavo verso la neonatologia con il cesareo ancora "fresco" e le braccia martoriate, gentile ricordo della degenza ospedaliera, il pensiero che mi tormentava era "io non ce la faccio, non ce la faccio, tutto questo è troppo per me". INVECE CE LA FAI, ti abitui a convivere con la paura, impari a scrutare gli sguardi delle infermiere in cerca di una conferma silenziosa che puoi andare a casa e dormire un pò e quando ti dicono che tua figlia oggi è cresciuta 20grammi(!!) ti sembra che il mondo fuori sia un pò meno grigio e ostile.
    E così passano i giorni, forza Giuly che il CARROZZINA DAY arriva!!!

  4. Grazie care!
    @anonima: caspita, mi ci rivedo proprio in quell'immagine del cesareo fresco e le braccia martoriate (ho ancora tutti i segni delle flebo!). La definizione CARROZZINA DAY è bellissima, io e mio marito te l'abbiamo già rubata quando parliamo del giorno che tanto sogniamo…un bacio e grazie!

  5. Non so se sei tosta, ma di sicuro eccezionale!
    Mi fai commuovere ogni volta che leggo i tuoi post.
    Direi non solo semplicemente mamma, ma anche semplicemente fantastica!

  6. Non esistono donne di vetro! ci sono energie dentro di noi che un uomo non può neanche lontanamente immaginare.
    A volte non ne siamo a conoscenza neanche noi, ma poi al momento del bisogno saltano fuori.
    Un abbraccio e tutto il sostegno del mondo
    Simo

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