La mamma etichettatrice

La scorsa settimana era facile individuare le mamme alle prese con i primi giorni di scuola elementare dei loro bambini:
si aggiravano, come la sottoscritta, per cartolerie, supermercati e centri commerciali armate di interminabili liste di cancelleria.
Spuntavano la lista con grande soddisfazione e andavano in panico se mancava qualcosa.
Carta bianca, carta da pacco, risme di carta, matite colorate, matite HB, pennarelli punta fine, pennarelli punta grossa, tonnellate di colla, regoli (che io non sapevo neanche cosa fossero, lo ammetto), temperini, quaderni e soprattutto copertine dal ferreo codice colore: rosa, bianca, rossa, blu, viola, verde, arancione.
Rientrate a casa con il pesante malloppo, le mamme, che per l’occasione hanno preso la mattina libera, sono poi corse a scuola, a prendere i piccoli verso mezzogiorno.
Li hanno trascinati via bombardandoli di domande su maestre, compagni, sensazioni, destinate a cadere nel vuoto.
E poi hanno etichettato. Etichettato. E ancora etichettato.
Non un pennarello né un paio di forbici è sfuggito all’inesorabile mamma etichettatrice.
Una volta incollata l’ultima etichetta, ricoperto l’ultimo quaderno, scritto per l’ultima volta il nome del bambino, la mamma è crollata sfinita.
Ma non ha dormito sonni completamente tranquilli: avrò preso tutto? Dove dovrò portare esattamente tutta quella roba? Siamo sicuri che sia da portare a scuola tutta insieme? Possibile che in una scuola si possa stoccare il contenuto di decine di cartolerie? Ma poi, il bambino, domani, lo dovrò portare in classe, lasciare nell’atrio o addirittura fuori?
La mamma, forse per il troppo etichettare, è andata in tilt. Non si ricorda più la complessa procedura. Cosa hanno detto le maestre?
Il mattino seguente la mamma si è caricata il malloppo sulle spalle e è partita alla volta della scuola.
Solo dopo aver consegnato bambino e valanga di cancelleria a scuola, la mamma in questione è riuscita a rilassarsi un po’. Ma giusto un po’.
Forse ci siamo, forse il bambino sopravviverà ai primi giorni di scuola. Forse sopravviveremo anche noi mamme.
Ma inevitabilmente, l’ho già capito, un pensiero si affaccerà alla nostra mente ogni sera:
le matite saranno perfettamente temperate?
Alzi la mano chi, tra le mamme dei bimbi di prima, ieri sera non ha dato una sbirciata all’astuccio, anche se lo aveva già controllato due ore prima…
E come mi ha detto qualche giorno fa un’incoraggiante mamma di quinta…siamo solo all’inizio!
Però dai, quanto è stato emozionante vederli in classe per la prima volta?
Chi ci vuole raccontare come è andato il primo giorno di scuola del suo bambino?

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