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La noia nei bambini, come gestire il tempo libero

Nella società contemporanea, dove prevalgono la frenesia e il bisogno di fare, alla noia viene spesso attribuita una valenza negativa, soprattutto quando si parla di bambini. Il tempo “non impegnato” viene considerato frequentemente “tempo perso”, vuoto, quindi da riempire. Ed ecco che non fa in tempo a suonare la campanella che segna la fine della giornata scolastica, che l’agenda dei bambini è già ricchissima di impegni: corsi di danza, di nuoto, di inglese, di musica, il catechismo. Raramente c’è tempo per incontrarsi con i compagni al parco, per fare una merenda con gli amici, oppure semplicemente per rilassarsi e giocare a casa. 
I bambini non sono più abituati a gestire il loro tempo libero e quando hanno rari momenti di tranquillità, spesso dicono “
non so cosa fare, mi annoio”.    
Capita, quindi, che a volte si faccia ricorso al cibo per passare il tempo, per tappare il buco della noia; l’oggetto-cibo allenta quei sentimenti di solitudine, di mancanza, di noia che i bambini faticano a gestire e tollerare. Oppure capita che i bambini riempiano questi momenti vuoti trascorrendo tante ore davanti alla televisione o ai videogiochi. O, ancora, possono girare per casa annoiati, mostrando una certa insofferenza: “Cosa posso fare? Mi annoio!”. Per i piccoli, ma anche per i grandi, pare oggi sempre più faticoso tollerare l’attesa, la mancanza e il senso di frustrazione che ne deriva.            
È importante invece che i bambini abbiano dei momenti vuoti: la noia infatti può essere vissuta dai bambini anche come un’esperienza di accrescimento e sviluppo del pensiero. Perché dentro questo tempo un bambino può trovare il suo mondo, sognare e sviluppare importanti idee per il suo futuro. Il momento della noia non deve essere visto come tempo perso, ma come tempo della creatività e della fantasia, dove un pezzo di carta può diventare un aeroplano che sfreccia nel cielo, oppure il divano o il letto possono diventare una capanna in un bosco, dove vivere mille meravigliose avventure, o ancora dove una canzone sentita alla radio può trasportare su un palcoscenico, con i piccoli che diventano bravissimi ballerini!     
La noia può divenire anche un’occasione preziosa di incontro e di condivisione tra genitori e figli: si può cucinare insieme, cantare, ballare, leggere un libro, inventare una storia, andare a fare un giro in bicicletta, oppure anche solo ritagliarsi un momento di coccole e abbracci, dopo una giornata di duro lavoro (e compiti, per i più piccoli).   
È importante, quindi, che si lasci aperto uno spazio non impegnato, libero da stimoli, perché anche i bambini possano capire e conoscere i propri interessi, ciò che piace o non piace, scoprire le proprie attitudini, alimentare la propria creatività, strutturare e sperimentare la propria unica e speciale identità. I piccoli però possono obiettare: “Ma io non ho fantasia, non sono creativo!”.              
In realtà, la creatività appartiene geneticamente all’essere umano ed è una dimensione da coltivare! Essa può infatti essere definita come la capacità di un soggetto di creare con la fantasia, di immaginare, di realizzare qualcosa partendo dal nulla, di far fronte alle difficoltà in modo originale, di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.          Stimolare nel bambino lo sviluppo della fantasia e dell’immaginazione tramite il gioco spontaneo può avere quindi grande valore. La specificità del gioco infantile risiede infatti nella capacità di utilizzare la fantasia: attraverso l’elaborazione creativa e il gioco simbolico, il bambino esprime i propri vissuti e le proprie emozioni, dando loro una forma unica e speciale. In conclusione, sarebbe utile considerare le ore buche dei piccoli come un’occasione di incontro con una noia “creatrice”: un tempo prezioso in cui, da un lato, il pensiero, l’immaginazione e la creatività del bambino possano liberamente esprimersi e costruirsi e, dall’altro, sia possibile creare uno spazio in cui il bambino e il genitore possano incontrarsi per dar vita, attraverso il confronto, a un tempo unico, nuovo e speciale.

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