La regola del vino e delle sigarette

L’altra sera è arrivata, come si suol dire, a fagiolo, la telefonata di una mia amica.

Proposta: io e lei, aperitivo e teatro per il monologo, dall’evocativo titolo
“I consumisti mangiano i bambini”.
Cosa chiedere di meglio?
E poi si tratta di un’amica “storica”, per così dire, quindi, non potevo che rispettare la relativa, e ormai celeberrima, regola.
Oltre ad essere un’amica storica, lei è un’amica single.
Vive da sola,
ha la sua casa,
ha la sua macchina (nuova, per giunta),
ha un (suo) lavoro impegnativo e difficile,
che le ricorda quanto, ogni giorno, vada vissuto appieno.
Ed eccola qui un’altra regola per noi mamme,
che, di veramente nostro, o, meglio, solo nostro,
non riusciamo più ad avere molto:
bello uscire con le altre mamme, prendere il caffè dopo l’asilo dei figli
e confrontarsi sui problemi che affrontiamo ogni giorno,
ma, se abbiamo la fortuna di averne, non dimentichiamoci mai delle nostre amiche single.
Insomma, credo sia fondamentale avere un’amica per la quale una delle principale voci di spesa non siano pannolini o tutine,
ma, per esempio, sigarette e vino.
Le amiche single ci guardano e pensano che le nostre vite siano perfette.
Noi le guardiamo e (sentendoci ovviamente in colpa) pensiamo che la loro vita ci piace,
ci sembra più leggera.
Ci chiediamo come sarebbe poter, un giorno, prendere una barca a vela e andarsene via,
senza rendere conto a nessuno,
proprio mentre loro si chiedono a come sarebbe tornare a casa
e trovarci un bambino che dorme,
un marito (ovviamente…perfetto!) che ci aspetta.
E invece è bello avere qualcuno a cui spiegare che no, le nostre vite non sono perfette.
Non lo sono per niente.
E se è vero che la solitudine è dura,
per lo meno la tua vita è nelle tue mani ed è solo tua.
Mentre la nostra vita è legata a quella di un uomo,
che no, guarda caso, non è perfetto neppure lui,
e a quella dei figli che, bé, probabilmente non sono perfetti neanche loro.
Però non bisogna esagerare,
perché l’amica single non prova invidia,
anzi, se dovessimo insistere nel dirle che di perfetto non c’è proprio niente,
ci rimarrebbe troppo male.
Cadrebbe un suo mito.
Noi siamo lì a ricordarle quello che potrebbe essere la sua vita.
Mentre noi la guardiamo e pensiamo a quello che avrebbe potuto essere la nostra.
E la differenza non riguarda solo i tempi verbali.
A fine serata siamo rientrate nelle nostre vite.
Sono le nostre, e, entrambe, in fondo, le amiamo.
E, se ci pensiamo, sappiamo fin troppo bene che nessuna vita è perfetta.
Non ci resta che vivere al meglio quella che ci è toccata in sorte
(o che ci siamo scelte?).

3 thoughts on “La regola del vino e delle sigarette

  1. certamente le abitudini da single a mamme (o papà) cambiano… molti dei miei amici o amiche sposate li vedo molto molto poco. ma ormai si fanno vite diverse ed è anche normale.
    la tua domanda finale tocca un orgomento troppo lungo e difficile… sorte o scelta? dipende come la pensiamo. io non credo in una grande burattinaio che guida le nostre sorti e quindi vaod peer la scelta. però… chi ha ragione? eheheh:)

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