La regola della lingerie

I saldi dei negozi di lingerie sono una bidonata.
Questa frase me la ripeto ogni anno quando,
attratta dall’opportunità di acquistare qualche capo un po’ scontato,
mi metto a caccia dell’abbinamento impossibile.

Qualcuno (forse) ricorderà che io, tempo fa, mi definii donna da make up.

In effetti, da quando sono diventata mamma, ho quasi abbandonato i miei beneamati tacchi
e un’abbigliamento troppo modaiolo non è esattamente in linea con la vita che faccio,
tra parchetti, asili e supermercati.
Non ho neppure un lavoro che richieda un look particolarmente glam,
visto che, non chiedetemi perché, i settori con cui mi ritrovo a lavorare più spesso sono il metalmeccanico o simili.

Su abbigliamento e scarpe sono veramente low cost.
Quindi, accanto alla passione per creme e ombretti,
ho sviluppato un certo gusto per la lingerie.
Non che ci spenda miliardi,
ma essere scoordinata mi mette in seria crisi.

In questi giorni liguri, per tirarmi su e passare un po’ di tempo,
dopo qualche acquisto in profumeria,
grazie al quale mi sono portata a casa un buon numero di quegli adorabili campioncini,
che poi non userò mai ma non importa,
mi sono lanciata nell’acquisto di lingerie.

Sarà possibile, durante i saldi, trovare un sopra e un sotto vagamente compatibili?
Deve esserlo.
A costo di perderci delle ore.
Cotone grigio e seta grigina, ma sì, ce li facciamo stare.
Sotto nero e sopra nero, non proprio uguale, ma va bene anche se c’è un fiocchetto fucsia che mi fa orrore.
Ciondoli e pailletes: non fanno per me, coordinata sì, ma anche minimal.
Però giusto quella perlina posso tollerarla, che almeno, con un po’ di fantasia, va bene con quel sotto,
che in realtà andrebbe abbinato a un altro reggiseno, ma non c’è la taglia.
La taglia?
Seconda coppa C o terza tout court?
Ma sì, millantiamo una terza che almeno riusciamo a fare il completo.
In quei momenti qualunque commessa potrebbe intortarmi in due secondi.

Così, ogni volta torno a casa con il mio sacchettino.
Certa di aver trovato non uno, ma tanti completi perfetti.
E mi ritrovo a guardare quello che ho comprato.
A cercare l’abbinamento impossibile tra sopra e sotto,
tra pezzi nuovi e vecchi, in un turbinio di colori e tessuti che non ci incastrano niente l’uno con l’altro.
A volte prendo anche le forbicine.
E, sacrilegio, taglio via il fronzolo di troppo, il fiocchetto sgargiante, il ciondolo eccessivo.

Alla fine, esausta, mi ripeto la regola aurea della lingerie:
i saldi dei negozi di lingerie sono una bidonata.
Ci potresti andare anche il primissimo giorno,
ma non troverai mai un completo.
Ti illuderai di averlo trovato, presa dalla frenesia dello shopping,
ma sarà solo un miraggio momentaneo.

E mentre andrai all’asilo o al supermercato,
o starai lavorando o preparando le cena,
ti accompagnerà sempre quel pensiero molesto:
sei irrimediabilmente scoordinata.

 

2 thoughts on “La regola della lingerie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.