LA SAGA DI TENERONE E I SENSI DI COLPA

AVEVO SCRITTO QUESTO POST NEL 2010, L’ANNO IN CUI HO APERTO IL BLOG. NE E’ PASSATO DI TEMPO…MA OGGI, LEGGENDO LA STORIA DELLA MAMMA CHE HA MESSO SU FACEBOOK UN POST PER RITROVARE L’ORSACCHIOTTO DI SUO FIGLIO, OTTENENDO MOLTISSIME CONDIVISIONI, MI HA FATTO SUBITO TORNARE IN MENTE LA STORIA DEL NOSTRO TENERONE. VI RIPROPONGO IL POST, ANCHE PERCHE’ IL TEMA DEI SENSI DI COLPA DI NOI MAMME E’ SEMPRE ATTUALE!

Il mio bambino, da quando era piccolissimo, si è scelto due amici:

un topo, battezzato Tenerone, e un Panda, chiamato Grande
(per ovvi motivi).
Un anno fa, io, madre degenere, vado con il bambino alla Biblioteca Sormani,
luogo notoriamente ideale per un bambino di due anni.
Per tenerlo buono un quarto d’ora, gli metto in mano Tenerone.
Usciti dalla biblioteca, ci avviamo in via Sforza.
A metà strada, mi rendo conto dell’infausto evento: Tenerone non c’é più.
Disperata, torno in biblioteca.
Niente.
Percorro la strada mille volte avanti e indietro.
Niente.
Entro al nido che c’è lì, chiedendo se hanno visto passare un topo di peluche.
Di Tenerone neanche una traccia.
Mi viene da piangere.
È tutta colpa mia.
Solo colpa mia.
Il bambino è disperato.
Quella notte si sveglia invocando Tenerone.
Cerco su E-bay e lo trovo, ma é già stato venduto.
Il giorno dopo mi fiondo nei più bei negozi di giocattoli di Milano.
Me Tenerone è un topo vintage, perché era mio da ragazzina.
Non esiste più da nessuna parte.
Ad un certo punto, in un negozio del centro, una commessa, ormai esausta,
scova, sotto centinaia di pupazzi, un simil-Tenerone,
versione un po’ più piccola.
Corro a casa con Tenerone Junior, incrociando le dita.
“Vedi amore, il tuo Tenerone ha incontrato una topolina ai Giardini della Guastalla e si è innamorato. Ha avuto dei topolini e questo lo affida a te, perché sa che qui si sta bene”.
Il bambino esita un attimo.
Poi i suoi occhi si illuminano.
Ho fatto centro.
Tenerone Junior lo ha conquistato.
Lo abbraccia e mi chiede, serissimo:
“Mamma, ma Tenerone si è sposato in chiesa?”
“Sì certo tesoro, Tenerone è un tipo molto tradizionale”;
(non mi sembrava il momento giusto per instaurare una discussione sulle coppie di fatto).
Da quel giorno Tenerone Junior,
condannato da mio figlio a una vita da single,
è sempre rimasto a casa.
E io quel giorno ho capito che anche noi, quando diventiamo mamme,
conquistiamo un inseparabile amico:
il nostro senso di colpa per qualunque cosa accada ai nostri bambini.

4 thoughts on “LA SAGA DI TENERONE E I SENSI DI COLPA

  1. Mi piace pensare che Tenerone stia passando di famiglia in famiglia a tenere compagnia ai bambini. E che, un giorno non molto lontano, i bimbi di oggi incrocino le loro strade per caso. Intrecciando le loro vite. Riconoscendosi a naso. E avvertendo un legame tra loro, senza sapere il perché… 🙂

  2. ma metti che tenerone era ateo?:)
    che storia bellissima e per fortuna a lieto fine. ti ho immaginata a cercare tenerone in tutti i negozi. chissà ch fine ha fatto tenerone? concordo con federica si si.

  3. il pupazzo preferito di mia figlia è un hallo kitty regalo del fratellone quando è nata (e allora più grande di lei). negli anni è venuta con noi ovunque. l’abbiamo persa e ritrovata per le strade di new york, è passata sotto i metal detector degli aeroporti di mezza europa. anni fa ha passato un intero week end alla scuola elementare e anche in quell’occasione persa e ritrovata. ne abbiamo comprata un’altra di scorta miracolosamente trovata online e arrivata dalla spagna. nascosta in un armadio. è ovviamente pulita, “gonfia”, e la mia ormai ultra seienne capirebbe pertanto benissimo che non è l’originale. che pertanto speriamo di non perdere più…

    1. 🙂 Sì certo, anche da piccolissimi i bambini capiscono se un peluche, anche identico, non è il loro!!!

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