La “schiscetta” a scuola: per me è no!

Sono riuscita solo negli ultimi giorni a recuperare un po’ di articoli sul dibattito relativo alla “schiscetta” da casa.

Del resto, un inizio di anno scolastico senza polemiche, che inizio è?

Lascio da parte l’ammirazione per le mamme (e lo so che ci sono) disposte ogni mattina a preparare per uno, due o anche più figli un pasto completo, inserirlo in appositi contenitori affinché non arrivi freddo all’ora di pranzo e darlo ai bambini, per poi essere a scuola alle 8.30. Questo sarebbe chiaramente un problema mio, che a volte faccio perfino fatica a ricordarmi di infilare nello zaino la merenda.

Ho letto di bambini cacciati dalla mensa in lacrime perché avevano la schiscetta, e questo è ovviamente assurdo.

Per il resto, care mie, ogni comunità ha le sue regole e non è possibile adottare solo quelle che ci piacciono e fare quello che ci pare con le regole che non ci vanno a genio.

E questo è un insegnamento importante da dare ai bambini, un po’ come la questione compiti o la questione vaccini.

Una società non si può basare sul “faccio sempre e comunque quel cavolo che voglio”.

I bambini devono impararlo, e presto. Anche perché la mamma che ti prepara il piattino esattamente come piace a te, non ci sarà sempre. 
I bambini storcono il naso davanti al pasto della scuola? Pazienza, mangeranno domani. Ci sono bambini che non mangiano mai? Mah…sarà colpa della ristorazione scolastica o dell’educazione alimentare che non abbiamo saputo dargli?

E poi, il momento del pasto è comunque un momento importante, dovrebbe essere di condivisione e non creare differenze, discriminazioni, divisioni, angoli schiscetta e angoli mensa e angoli panini.

Io sono una fautrice della libertà individuale, e chi mi segue penso lo sappia. E dunque?
Non ti piace la refezione scolastica? Scegli una scuola col modulo, oppure una scuola privata con mensa interna. Oppure l’home schooling, visto che, a ben vedere, i limiti della scuola sono tanti, tantissimi e i problemi innumerevoli.

Ritieni che il cibo che viene dato a tuo figlio sia di scarsa qualità? (Io non la penso così, sono stata per due anni in commissione mensa e secondo me i pasti vanno benissimo).

Mi pare che la maggior parte del dibattito sia intorno alla qualità e alla gradevolezza dei pasti, e meno sul costo del servizio, che comunque è basato sull’ISEE.
Ritieni comunque che la refezione sia troppo cara? Ci sono famiglie che non possono permettersi il costo? Allora sì che questo è un problema, ma la soluzione non può e non deve essere che tanti bambini mangino tutti i giorni un PANINO portato da casa, perché non va bene, perché non mi piace una scuola pubblica in cui alcuni bambini devono nutrirsi malamente per motivi economici.

Non hai voglia, tu che hai un certo reddito, di “pagare” anche i pasti di chi ha un reddito basso in base all’ISEE (perché ho letto anche questo)?

La soluzione a tutti questi problemi (ma forse non ai capricci) non credo sia nel “ognuno faccia quello che gli pare”, ma, se mai, nel protestare, nel partecipare alla commissione mensa, andare a vedere dove si preparano i pasti, assaggiare quello che mangiano i bambini, fare sentire la propria voce, organizzare un’azione collettiva.
Certo, strada più tortuosa, meno immediata, forse senza speranza.

Ma magari i nostri figli imparano anche cos’è il senso civico che tanto ha storicamente caratterizzato la nostra Milano (guardate che belli i bambini che mangiano alla mensa di un nido negli anni Cinquanta).

Ok, adesso ditemi che sono una mamma poco attenta all’alimentazione dei miei figli e massacratemi pure, care mamme fautrici della schiscetta. Sono pronta.

5 thoughts on “La “schiscetta” a scuola: per me è no!

  1. Io la penso proprio come te Giuliana e te lo dico da mamma di un figlio disappetente ma a cui mi vanto di aver dato alcuni insegnamenti…primo tra tutti si assaggia prima di dire non mi piace, si mangiano tutte le portate dal primo alla frutta, la mensa come la casa non e’ un ristorante e si mangia quello che c’e’.
    Piccole regole che inculcate sin dai tempi del nido hanno prodotto alcuni frutti…mio figlio mangia poco ma di tutto e soprattutto non rifiuta niente a priori.
    Quindi si il rifiuto totale del cibo della mensa ,e in generale fuori dalle ura domestiche ,molto spesso deriva da un’educazione alimentare errata e la responsabilita’ e’ del genitore che specie nel caso di figlio disappetente preferisce assecondare i suoi gusti cucinando sempre gli stessi piatti allo stesso modo pur di vederlo mangiare…
    Premesso questo non si muore di fame se si salta un pasto o se si fa ridotto, al massimo si mangera’ un po’ di piu’ negli altri pasti della giornata, ma almeno i bambini avranno tutti lo stesso trattamento e potranno vivere un importante momento di condivisione senza differenze tra l’uno e l’altro.

  2. Sono totalmente d’accordo con te Giuli. Nella città dove abito io da appena chiusa la scuola a giugno fino all’apertura c’è stata una “guerra” per la mensa. Preciso che era dovuta sostanzialmente all’aumento del costo del singolo pasto. Avendo amiche sparse per l’Italia ed in realtà notevolmente più grandi della mia città, ti posso assicurare che il nuovo prezzo non era affatto così elevato. Certo non bisogna guardare chi sta peggio, ma è altrettanto giusto considerare ciò che veniva messo nel piatto. Purtroppo da noi al sud le cose non filano bene come nel nord, e gli appalti per la refezione scolastica lasciano a desiderare, ma certamente non era un buon motivo per far portare il cibo dall’esterno in scuole in cui era previsto il tempo pieno. Come dici tu ci sono varie alternative alle scuole con la mensa.
    E’ giustissimo andare a reclamare ma nelle sedi appropriate, invece le mamme “col panino” sembrava ne facessero solo una questione di principio. Il sindaco ha detto che gli aumenti ci saranno dall’anno nuovo, ma a mio avviso non per merito di queste mamme…è sufficiente abbassare la qualità ed il costo resta uguale.
    Per il resto la penso come te…”il fare quello che mi pare” non ha mai portato a nulla di buono.

  3. per la carità odio cucinare figurarsi se devo pensare anche al pranzo del bambino! non esiste proprio si angia quello che c’è se non ti va bene amen mangerai di piu a cena, mio figlio in mensa ha imparato a mangiare il minetrone, la mozzarella le lasagne etc quindi ebn venga! altro discorso prezzo del buono mensa a milano unos poposito!

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