Vita da expat: la sera prima della partenza

So di aver trascurato il blog quest’estate. É stata un’estate di passaggio, piena di valige e viaggi, di passaggi veloci e saluti. Mi sono dedicata un po’ a Instagram che risponde abbastanza all’esigenza di scrivere velocemente,  di fermare qualche pensiero sotto uno scatto, che tanto d’estate di foto ne facciamo tutti tante. Insomma, alla vita da quasi expat.

E domani si parte. Comincia la nostra vita da expat.
Questa mattina ho finito presto di preparare tutto e adesso quasi mi spiace di non avere piú niente da fare.
Sembra un giorno come tanti: un po’ di musica in sottofondo, i bambini tra lego e tv, un boccone da scaldare per cena.
Ma in effetti ci sentiamo tutti come quando ci si deve tuffare da una scogliera: l’entusiasmo e la curiosità per quello che ci aspetta, ma anche un pizzico di nostalgia per quello che lasciamo indietro. Le nostre abitudini, i ritmi delle nostre giornate, quella miriade di piccole e grandi cose che fanno la quotidianità di ognuno di noi.
Il supermercato sotto casa, il parrucchiere cinese, la scuola, il bar della colazione, le biciclette, il tram…e poi ovviamente, piú di tutto, le persone a cui vogliamo bene.

Ma adesso non ci resta che prendere un bel respiro e buttarci giù, in questo mare nuovo, dove nuoteremo per un po’, finalmente insieme.

(Ci stiamo trasferendo a Bucarest, in Romania. Mio marito lavora lí ormai da più di tre anni, facendo il pendolare. Tutti, ma proprio tutti i venerdì, ha preso l’aereo per tornare a Milano e tutte le domeniche, ma proprio tutte, ha ripreso l’aereo e se ne è tornato a Bucarest. Io e i bambini non lo abbiamo potuto seguire subito per tanti motivi, primo tra tutti la salute del mio piccolo che in questi anni è stato costantemente seguito dai suoi medici. Quando il pneumologo ci ha detto che non voleva vederlo più perchè ormai era da considerare come gli altri bambini anche a livello polmonare, ho preso la decisione di partire).

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