La stanchezza delle mamme alla fine dell’anno: 3 case studies

Insomma, la primavera si fa sentire. Dopo un anno di corsa, dopo mille mattine di colazioni al volo, di merende dimenticate, di compiti, di capricci; dopo mille pomeriggi di attività, di feste, di amici, e sere di cene da preparare, bagni da fare, bambini insonni da mettere a letto, dopo milioni e milioni di messaggi nelle varie chat di WhatsApp, succede che anche noi mamme metropolitane, super organizzate e sempre sul pezzo, cediamo. E perdiamo colpi. E, inevitabilmente, facciamo casini.

Ecco tre “case studies” emblematici della stanchezza delle mamme, o per lo meno della mia:

1) Qualche tempo fa, il mio piccolo è stato invitato alla festa di un compagno di asilo. Avevo trovato il biglietto nell’armadietto, memorizzato il tutto, e scritto un whatsapp alla mamma per confermare. Arriva il giorno della festa, che si svolgeva in un nido. Prendo bambino piccolo e bambino grande e via verso la festa. Arrivo al nido. Palloncini, movimento di mamme e bambini. Entro, saluto i presenti. Il mio piccolo mi guarda stranito: “mamma, ma dove sono i miei amici?”. In effetti, di volti noti neanche uno. Strano, perché siamo già alla fine del secondo anno di materna, ormai conosciamo tutti. Tolgo le giacche ai bambini, abbozzo qualche sorriso. Tutti mi salutano gentili, ma poco convinti. Ecco che mi sorge un dubbio atroce: vuoi vedere che ho sbagliato festa? Per lo meno il festeggiato dovrebbe già esserci… Mi metto in un angolo a telefonare a un’altra mamma: “dove siete tutti?”. “Alla festa”. “Anch’io. Scusa, ma non era al Nido Tale?” “Noooo!”. Muoio. Ho sbagliato festa. Prendo i bambini per mano e li trascino fuori: “la mamma ha sbagliato festa. Non dite una parola”. Maleducatissima, senza salutare nessuno, me ne vado. Il piccolo quasi alle lacrime, il grande, precisino: “Mamma…che figura….che figura….sempre la solita…”. Siamo praticamente scappati. Una volta fuori stavo morendo dal ridere. “Non c’è niente da ridere, mamma”.
Comunque sappiate che se un sabato pomeriggio non sapete cosa fare, potete imbucarvi alle feste. Le mamme sono così carine che non vi diranno niente, anche se non vi conoscono.

2) Ogni tanto organizziamo ancora cene con le mamme dell’asilo del mio figlio grande. Ovviamente il tutto avviene via whatsapp. L’altra sera, cena organizzata a casa mia. Preparo tutto, apparecchio la tavola. Verso le 8 un’amica chiede nella chat il numero civico. Io rispondo e, proprio mentre sto schiacciando “invia” un’altra amica risponde con il proprio indirizzo.
??????
“Ma la cena è da me!” “No, da me!”
Panico. Due cene pronte, due tavole imbandite. Mamme sbandate che a questo punto non sanno più dove andare.
Nel frattempo mio marito su Skype rimaneva senza parole.
“Io ho i bambini, non posso lasciarli”. “Impacchetto tutto e arrivo subito”, ha risposto l’altra mamma.
E così, doppia cena da me.
Vorrei aver visto la faccia del marito e del bambino dell’altra mamma che, rientrando a casa dal cinema dove lei li aveva spediti, hanno trovato la tavola perfettamente apparecchiata e intonsa e nessuno in casa.

3) Devo scrivere sul quadernino delle comunicazioni scuola famiglia che martedì 26 aprile il bambino sarà assente. Per sbaglio scrivo MERCOLEDI’ 26 aprile. Arriva il bambino da scuola, apro il quaderno per controllare se la maestra ha letto la comunicazione: cancellato in rosso mercoledì e scritto sempre in rosso in grande MARTEDI’. Ok, era da 25 anni che non mi segnavano errore. Uff…

Ok, siamo stanche. Teniamo duro che è quasi fatta, amiche mie!

4 thoughts on “La stanchezza delle mamme alla fine dell’anno: 3 case studies

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.