La versione acida di me

Questa volta mi hanno cazziata.
Non solo Emy, neo-lettrice del mio blog, che si è detta assolutamente contraria a quanto da me affermato nel mio ultimo post “Quando l’amore non basta, ma le amiche sì”,
ma anche da altri amici,
che si sono dichiarati preoccupati per la mia deriva da acidona.
In realtà chi mi segue da un po’ dovrebbe saperlo
quanto poco disincantata sono rispetto alla vita di coppia,
dai, una romanticona patentata, sotto sotto.
Però sono anche stanca, perché faccio troppe cose tutte insieme.
Punto.
Se ne è parlato tanto, da tutte le parte.
Ma riparliamone.
Siamo stanche, così stanche da barattare una coccola per un aiuto in più,
con i piatti o con l’aspirapolvere.
Un po’ però, diciamolo, è anche colpa nostra.
Già ci sono tutte le cose che DOBBIAMO fare per forza,
piccolezze, intendiamoci:
tipo tirare su dei figli per bene,
educarli, nutrirli, vestirli, curarli se stanno male,
lavorare, fare vivere la famiglia in una casa decente,
esserci per il nostro uomo, of course.
E poi ci carichiamo di altre mille cose,
tipo
1) le uscite con le amiche,
2) la vita sociale nostra e di tutta la famiglia,
3) l’aggiornamento sulle vicende imperdibili di questo nostro Paese ormai allo sbando,
4) la nostra bellezza, perché vogliamo essere sempre strafighe (o quasi),
5) alcune (ma non è il mio caso, ahimé) sono pure sportive,
6) i nostri interessi, che è un peccato perderli di vista (e qui l’elenco è infinito),
7) altro, varie ed eventuali.

Ecco, quindi, con il post dell’altro giorno, ho tentato la svolta del cinismo, come panacea di tutti i miei mali e della mia cronica stanchezza.

Poi ieri sono improvvisamente ritornata in me.

Durante il cambio degli armadi, mentre mi chiedevo cosa fare dei vestitini dell’inverno del mio piccolino,
ho guardato mio marito.
Era lì sul divano, con il suo i-phone e l’i-pad e tutto l’armamentario,
la televisione accesa non so se sul basket, il calcio, o la bocciofila.
E gli ho detto: “Amore, ho voglia di neonato”.

Eeeeh????

Ok, ritorno alla versione acida.

2 thoughts on “La versione acida di me

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