L’abbandono

Domani parto.

Bambino all’asilo, metro direzione centrale, treno direzione sud.
Vado all’altro capo dello stivale a trovare un’amica.
Mi dedico un weekend.
Alla notizia, aggravata dal fatto che l’amica in questione è un’amica di blog,
le due nonne di mio figlio
avranno già visto pendere sul mio capo
due fattispecie di reato:
1) abbandono del tetto coniugale;
2) abbandono di minore.
Come faranno marito e figlio a nutrirsi, ad addormentarsi,
o anche semplicemente a VIVERE senza il loro angelo del focolare?
Angelo del focolare che, oltretutto, andrà incontro alle più gravi sciagure,
nelle mani, magari, di qualche adescatore da social network.
Io, per parte mia, sono esaltatissima dall’avventura che mi si prospetta,
e non vedo l’ora di partire.
Pazza sconsiderata!
Oggi, mentre facevo una spesa di sopravvivenza per i due abbandonati,
a base di tortellini Rana e sughi pronti,
elaboravo l’ennesima regola della mamma felice:
quando pensi, in coscienza, di non togliere niente a figli e marito
(ma soprattutto ai figli, che qualcosina al marito, di tanto in tanto, si può pure togliere, suvvia),
dai a te stessa.
Con buona pace delle nonne.

6 thoughts on “L’abbandono

  1. Ho conosciuto tante amiche di blog ed è sempre stata un'esperienza entusiasmante. E, sappilo, per le nonne è COMUNQUE abbandono di tetto coniugale e/o di incapace anche se vai a mangiare una pizza con le amiche. Quindi goditela, divertiti e considera che se dai qualcosa a te stessa dai, di conseguenza, il meglio di te a chi ti ama.

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