L’IDEA DI UNA MAMMA AUSTRALIANA PER I PREMATURI…

Una mamma australiana, dal nickname “Miracle Mumma” ad indicare il fatto di aver avuto il miracolo di un bimbo prematuro rientrato poi a casa dalla Tin senza problemi, ha avuto l’idea di realizzare e vendere sul suo bel portale delle “Milestone Cards” da mettere di fianco al piccolo prematuro, magari proprio nell’incubatrice, ad indicare i suoi piccoli progressi quotidiani e i piccoli traguardi raggiunti, tipo: “oggi respiro per la prima volta senza ossigeno”, “oggi indosso per la prima volta una tutina”, “ho raggiunto un kg si peso”, e così via. Si scatta un foto e il traguardo è bello che documentato.

“Small steps every day”, si legge sulla pagina Facebook.

Ora, a me spiace criticare l’idea di una mamma, tanto più l’idea di una “mamma Tin”, ma a me questi cartellini australiani non piacciono. Sono carini, sono simpatici, sono tutto quello che volete, ma mi sembra che avvalorino l’idea, piuttosto diffusa ma secondo me insopportabile, che un prematuro venga al mondo con due, tre o anche più mesi di anticipo, venga collocato bello tranquillo in un’incubatrice e termini serenamente la sua “cottura” come un panino nel forno. Come se lo sviluppo di un prematuro fosse lineare e certo. Come se la Tin fosse un percorso duro, ma sicuramente superabile con un po’ di pazienza. Ecco, non è così.

Sul portale della mamma australiana si legge: “Celebrate, capture and document the unique journey of your premature baby from hospital to home with our milestone cards”.

Io sono contentissima che a questa mamma sia andata così, a volte succede: il bambino resta qualche tempo in incubatrice, cresce ogni giorno e poi via a casa in scioltezza. Quando è così, tutto bene. tutto felice.

Ma salvo alcuni casi, i progressi dei prematuri non sono lineari. Alcune volte passano giorni senza un minimo miglioramento, spessissimo a un passo avanti ne seguono due indietro. Non ci sono certezze che tutto vada bene e ogni giorno si entra nella Tin con il cuore in gola. Per non parlare delle infezioni che possono insorgere, degli interventi, talvolta delicatissimi, a cui i piccoli devono essere sottoposti, magari all’improvviso, da un giorno all’altro.

In alcuni casi poi un prematuro non ce la fa. E a casa non ci arriverà mai.

Insomma, per quanto mi riguarda, idea bocciata. Voi cosa ne dite?

 

5 thoughts on “L’IDEA DI UNA MAMMA AUSTRALIANA PER I PREMATURI…

  1. io sono ottimista e credo che questa mamma abbia voluto dare proprio una spinta verso l’ottimismo, infondere maggiormente coraggio ai genitori e ai piccoli che devono lottare x sopravvivere.. lo saprà benissimo che ci sono realtà difficoltose e realta in cui il bimbo non c ela fa, ma perche non sperare e anche documentare le piccole vittorie ??????????????? tanti si ammalano di cancro ma guarisocno e tanti purtroppo non ce la fanno , ma nel reparto oncologia c’è sempre l’inno alla speranza e al sorriso.. non so se mi sono spiegata

    1. Sì certo, anche la Tin è un luogo di speranza, basta con passi l’idea che con un p’ di pazienza si arriva di sicuro al risultato…

  2. Giuliana non so che dire, credo che esperienze cosi’ forti vengano vissute in maniera molto personale e con reazioni profondamente diverse anche se di fondo la paura e la speranza sono comuni.
    La mamma australiana puo’ darsi abbia trovato forza nel seguire quei piccoli e lenti progressi e puo’ darsi anche che abbia voluto creare una memoria da far vedere un giorno al suo bimbo per dirgli non arrenderti mai perche’ sin dalle te prime ore mi hai insegnato a lottare con la tua voglia di vivere…
    Magari per altri questi piccoli escamotage non servono a nulla ed anzi creano ansie inutili nel caso in cui non si verifichino i progressi sperati o nei tempi immaginati…
    Per cui la proposta di questa mamma va presa come la sua voglia di raccontare la sua esperienza e niente piu’….non credo ci sia un metodo unico e valido per tutti per affrontare una situazione cosi’ dura e le tue parole Giuliana me lo confermano…

    1. Sì certo, per lei è stato un modo come un altro per affrontare la situazione…basta solo che, mettendo in commercio questi bigliettini, non passi l’idea che la Tin sia fatta solo di progressi e che sia solo una questione di pazienza…detto questo, ben vengano tutti gli escamotages che riescono a fare stare meglio una mamma in un monento così duro!

  3. Non so cosa dire…non sono stata una mamma tin, ma credo che forse sia un modo x darsi coraggio ed infondere coraggio. Troppo delicato.

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