L’intuitiva ragazza dello “staff”

Qualche tempo fa,
nella speranza di alleviare i sintomi della gelosia di mio figlio nei confronti del fratellino,
decido di portarlo a un parco di divertimenti.
Tra le varie attrattive,
optiamo subito per una barchetta che fa un giro in un canale.
Facciamo pazientemente un po’ di coda.
Ecco il nostro turno.
Salgo con destrezza, stile pubblicità Olio Cuore degli anni Ottanta.
La ragazza dello STAFF (come specificato sulla maglia), comincia:
“Signora, mi raccomando il timone,
faccia attenzione,
deve guidare la barchetta, la barchetta non va da sola.,
mi raccomando,
usi il timone”.
Ma perché su decine di persone partite prima di noi,
solo con me tutte queste raccomandazioni?
Cosa fa pensare alla gentile signorina che io,
proprio io, tra tutta la gente presente al parco,
potrei avere dei problemi a manovrare una barchetta da parco giochi?
Ho forse scritto in faccia che non ho mai solcato i mari pilotando una qualche imbarcazione?
Ho forse l’aria di una che ha mai rifatto una fiancata, che so,
di una macchina?
Ho forse l’aria di una che andando a fare la spesa una domenica mattina ha divelto
la serranda del garage nuovo di pacca?
Può per caso la signorina dello STAFF supporre che facendo un parcheggio
io abbia mai distrutto il fanale di una macchina in sosta?
Oppure che facendo retromarcia a un semaforo,
magari per far passare un tir gigante,
io abbia (leggermente) danneggiato il paraurti anteriore del signore dietro di me?
Ma sulla base di quale particolare, di quale dettaglio si possono azzardare simili ipotesi?

Ok, devo assolutamente assumere un aria più misteriosa.
Mi sgamano subito.

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