La casa mai finita…

E’ inutile, noi non ce la facciamo proprio ad avere tutta la casa completamente in ordine, a posto, finita.
E non è che ci siamo trasferiti da poco, anzi, ormai sono passati quasi tre anni dall’incubo trasloco.
E’ il rinvio perenne, l’incompletezza permanente, the neverending story.
Roba che nelle case perfette dei nostri genitori era impensabile.
Ma secondo me è proprio una questione generazionale, perché, se è vero che la mia famiglia in questo sa primeggiare, ho più di un’amica in condizioni simili.
La porta della cucina: certo che la metteremo, prima o poi. Un giorno ci sarà una bella porta, in quella cucina. Per ora, non c’è. Perché poi le cose non le vedi neanche più, ci fai l’occhio. E quando la porta dei nostri sogni arriverà, ci sbatterò contro. Non mi ci abituerò mai.
La luce del bagno: la sera gli ospiti vengono mandati in un bagno illuminato dai minuscoli led dello specchio. Atmosfera soffusa, non c’è che dire. Perché la lampada è lì, pronta, da almeno un paio di anni. Ma l’interruttore secondo mio marito perfetto, è, a quanto pare, un interruttore introvabile. Quindi, non c’è speranza, per ora. La sera ci si deve accontentare dei led.
Porta e lampada sono però dei dettagli tutto sommato trascurabili. Se non che, recentemente si è aperto un nuovo mondo di incompletezza: la ex cameretta di mio figlio piccolo, che ha deciso un mesetto fa di andare a dormire in camera del grande. Che carini, i due fratellini vogliono stare insieme.
Ed ecco che ho visualizzato subito la camera del piccolo trasformata in un meraviglioso studio. Una bella scrivania, una libreria, qualche stampa. Perfetto. Questo consentirebbe anche di trasferire sulla scrivania dello studio il casino del tavolo della sala: computer e scartoffie varie, in pratica.
Ma quando prenderà vita il sogno dello studio? Quando?
Lentamente, giorno dopo giorno, la cameretta è diventata un grande ripostiglio. Dove lo mettiamo il seggiolone che non serve più? In cameretta, poi si vedrà. E il lettino? Sì sì, devo smontarlo e metterlo via, lo farò, per ora resta lì, in cameretta. E il fasciatoio con sotto i pannolini? Pannolini? Ma ormai qui di bambini che li portano non ce ne sono più… Ok, devo smontarlo e metterlo via, ma per ora resta lì, in cameretta. Che tanto non serve.
Che disastro.
Penso allo studio dei miei, non un libro fuori posto, il tagliacarte sul tavolo in noce, i soprammobili sempre nello stesso esatto posto.
In qualunque momento poteva entrare qualcuno e trovava la casa immacolata, perfetta.
Impensabile il tappeto della sala coperto di giochi, i monopattini in ingresso, le felpe lanciate sul divano, lo stendino in sala.
Inconcepibile una cucina per anni senza porta, un bagno per anni senza lampada.
Siamo una generazione inconcludente? Incasinata? Non risolta? La generazione dell’eterno rinvio?
O forse cerco, subdolamente, di attribuire a un’intera generazione un problema che è solo mio?
Ma un giorno o l’altro, scriverò questi post da un perfetto studio, promesso.

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