Ma le bambine ci credono davvero al sogno della principessa? (Ditemelo voi, che io ho solo figli maschi)

Se ne è già parlato e riparlato, negli ultimi anni, dei modelli proposti alle bambine.
Io, per la verità, di figlie femmine non ne ho, quindi niente principesse svolazzanti per casa, niente sogni di diademi e abiti ottocenteschi, niente trine e merletti, principi azzurri e cavalli bianchi.
Ma proprio ieri sera, guardando una pubblicità alla televisione di non so quali bamboline, mio figlio mi confermava che le sue compagne di classe parlano solo di principesse  e simili.
E io gli ho raccontato che anch’io, ebbene sì, da piccola, se mi chiedevano cosa volevo fare da grande, rispondevo “la principessa”.
Quindi, niente è cambiato? Fare la principessa è visto ancora oggi come una specie di professione? Quali le qualifiche?
Buona maniere, bellezza, capello fresco di parrucchiere e trucco impeccabile?
Chiaro, non si può pretendere che una bambina dica che da grande vuole fare, che so, la formatrice di azienda; oppure che sogni non di percorrere terre incantate su un cocchio trainato da cavalli, ma di spostarsi su un treno puzzolente delle FS per andare a parlare della soddisfazione dei clienti alle aziende brianzole. Neppure vorremmo che una bimba accettasse, come fatto inevitabile, che la sera il principe azzurro della situazione starà, nella migliore delle ipotesi, davanti a tv e i-phone, per poi addormentarsi sul divano. Ok.
Però magari, pensavo tra me e me, un po’ più di realismo non farebbe male alle fanciulle del nostro tempo.
E mi chiedevo: ma le nostre figlie non ci vedono? Pensano davvero che un giorno potranno fare le principesse? Che un principe azzurro le bacerà e vivranno per sempre felici e contente? Ma non si dice sempre che le nuove generazioni sono molto più smaliziate di quelle passate?
Mio figlio, sei anni alla fine della settimana, ha riflettuto per qualche minuto sull’argomento.
E poi mi ha detto, serafico (cito testualmente): “certo che tu, mamma, altro che principessa! Sei sempre lì a sgamellare come una matta….!”. E poi mi ha abbracciata.
Non so se volesse consolarmi per i miei sogni principeschi infranti, o se addirittura il suo sia stato un moto di gratitudine.
Però  la sua consapevolezza e la sua lucidità mi hanno veramente colpita.
Allora, mi sono detta, forse anche queste bambine, sanno sognare sì, ma capiscono molto più di quanto si immagini e si illudono molto di meno. Sognano Cenerentola, perché sono bambine e DEVONO sognare, ma hanno un’idea molto più complessa della strada che porta alla felicità. Forse. O no?
Ma questo dovreste dirmelo voi, mamme di bambine del terzo millennio.

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