Maman à Milan

In questi giorni mio marito è a Parigi per lavoro.
Ingiustizia divina!
Invidia, tremenda invidia!
Proprio a Parigi, non in una qualunque città.
Là dove, fresca fresca di laurea,
pimpante e svolazzante,
ho trascorso un periodo
ancora oggi tra i ricordi più belli,
emblema di una spensieratezza inarrivabile in seguito.

Per la verità, i nonni si erano offerti di tenermi i due bambini per qualche giorno,
giusto un weekend dopo un anno trascorso,
per quanto mi riguarda,
tra Porta Romana e via della Commenda.
Ma io, angelo del focolare dei nostri giorni,
ho preferito, all’ombra della Tour Eiffel, quella della Torre Velasca o,
se preferite, del Pirellone,
e non mi sono mossa da qui.
Ammetto di essere ancora impreparata a lasciare il piccolo,
seppure nelle sicure mani nonnesche.

E così, l’altra mattina, mentre io cercavo di dare il biberon al piccolo con una mano,
e con l’altra di spalmare marmellata sulle fette biscottate del grande,
Monsieur aveva deciso di farsi una corsetta
intorno alla Tour Eiffel, così, giusto per tenersi in forma.

Mentre il ragazzo si occupa del suo lavoro tres international per le vie della Ville Lumière,
promenandosi per qualche bel boulevard,
la sottoscritta, trascinando passeggini e monopattini tra casa e supermercato,
parlava di pappette e cacche e cicci cicci cucciolino ciccione bello di mamma.

Mentre Monsieur si gustava una crepes,
magari trascorrendo la pausa pranzo ai Jardin du Luxembourg,
io cercavo probabilmente di togliere qualche cucchiaio di pappa dal triplo o quadruplo collo del mio piccolino,
dove si annidano forme di vita aliena inamovibili.
per poi mangiarmi qualche fetta di bresaola e un’insalata,
che neppure posso strafogarmi nel cibo.

Niente chiacchiere con Carlà sulla sua presunta nuova gravidanza,
tema che assilla i cugini d’oltralpe in questo periodo,
ma, e scusate se è poco, festa ai gonfiabili del parco Ravizza con le mamme dell’asilo.

Insomma, tra lo shopping sugli Champs Elysées e la spesa al Pam,
ho scelto la seconda opzione.
Che ci volete fare.
Madame rimanda il suo viaggio parigino a data da destinarsi.

 

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