Mamme bio

Anche per le meno salutiste di noi, la maternità segna l’accostamento al magico mondo del biologico.

Da brava scolaretta del consultorio cominci a cercare le verdure bio per il brodo, la frutta bio, la carne bio, e qualunque cosa bio per le pappe del bambino.
E così scopri che nel mondo BIO la guerra fredda non è finita, anzi, è appena cominciata.
C’è il bio superfighetto, tipo i supermercati dove trovi tutto, ma proprio tutto, assolutamente e rigorosamente biologico.
Se sei disposta ad aprire un mutuo per far la spesa lì, è perfetto.
Per i piccoli questo e altro, ovviamente.
Lo stesso dicasi per le gelaterie dove trovi i gusti, ovviamente super naturali, della serie vaniglia del Madagascar con nocciole selvatiche delle Ande e gocce di cioccolato preparate dagli indigeni della Papua Nuova Guinea (ma l’idea è che agli indigeni della Nuova Guinea darebbero volentieri un bel calcio nel culo).
Oppure c’è il bio di segno opposto, quello dei circolini, dei mercatini ecc.
Ho chiesto dietro a casa mia.
Eh no, cara mia, vuoi il nostro bio? La nostra carne buonissima a prezzi competitivi, assolutamente nature, portata qui dal contadino? Devi venire ad aiutare almeno un paio di sere al mese. A vendere, allestire i banchi ecc.
Per i piccoli questo e altro, ovviamente.
 
Ma insomma, non c’è un bio, diciamo, di centro?
Ho l’impressione che da queste parti per mangiar sano ci si debba schierare.
Roba da cortina di ferro.
E poi parlano di fine delle ideologie.

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