Mamme tra le nuvole (ovvero “La regola delle noccioline”)

L’altro giorno con la Bea,

davanti a una montagna di noci, nocciole, mandorle
e chi più ne ha più ne metta,
approfittando delle prestazioni eccezionali del suo schiaccianoci ipertecnologico,
ci siamo fatte una bella chiacchierata.
(crunch crunch)
Diventare mamme, significa anche realizzare un sogno.
Inevitabilmente, altri sogni restano indietro.
Il bambino è piccolo, ha bisogno di noi.
E noi, che tanto lo abbiamo desiderato,
ci occupiamo di lui, e molto meno di noi stesse.
E questo è giusto, naturale, sacrosanto.
I tempi per noi stesse si riducono o, addirittura, spariscono.
Magari l’arrivo del piccolo ci dà anche l’occasione
di levare da mezzo sogni stantii,
progetti che ormai…avevano solo bisogno di una scusa per essere abbandonati!
Però la nostra voglia di fare delle cose,
non è che si esaurisca con l’arrivo del bambino.
Il cucciolo arriva e, (colpo di scena!),
scopriamo che neppure il piccolo,
desiderato, coccolato e amato sopra ogni cosa,
ci basta.
(crunch crunch)
Tornando a casa, ancora sgranocchiante,
ho pensato che, se avevamo un sogno nostro,
prima di diventare mamme
(realizzare qualcosa in campo professionale,
fare un viaggio dall’altra parte del mondo,
imparare una lingua
o qualunque altra cosa abbia per noi un sapore speciale),
non dovremmo lasciarlo andare quando arriva un bambino.
Teniamocelo lì, al calduccio, e, ogni tanto, magari nei ritagli di tempo, prendiamocene cura.
(crunch crunch)
Anzi, dirò di più, se un sogno non ce l’avevamo prima di diventare mamme,
troviamocene subito uno.
Un sogno da coltivare, che sia, mi raccomando, tutto nostro.
Eccola qui, dopo “La regola delle amiche (storiche)”, un’altra regola per la mamma di oggi:
“la regola delle noccioline”, per mamme con sogni nel cassetto (oltreché nella culla).
E voi, che sogni avete lasciato indietro?

7 thoughts on “Mamme tra le nuvole (ovvero “La regola delle noccioline”)

  1. Sogni nel cassetto?
    Direi, piuttosto, nell'armadio. Ne ho tanti, troppi…
    Toccare tutti e cinque i continenti prima dei 40 anni (mi manca l'Oceania).
    Scrivere e pubblicare un libro.
    Trovare un uomo e avere un figlio (non necessariamente in questo ordine!).
    Dimagrire!
    Cambiare lavoro!
    Vivere a new york.
    Vincere al superenalotto e comprare casa a New york, comprare una casa editrice per pubblicare il mio libro, comprare un fisico nuovo, comprare un pacco di viaggi, comprare un figlio… ah, non si può? Va bene, allora vada per tutti gli altri 🙂

  2. @alessandra: un po' lo sei già, no?
    @fede: quando avrai la tua casa editrice, pensa anche a me e, per lo meno, leggi i manoscritti che ti manderò…a new york, ovviamente, dove, magari, mi ospiterai anche!!!!

  3. ma solo io ho il sogno di aprire un negozio di biscotti e regalare gioia ai bambini che fanno colazione? ahahahhaha
    ad ogni modo tutti quanti abbiamo dei sogni… il mio è semplice… riuscire a vivere senza gli schemi che la società ci ha imposto… perchè dobbiamo lavorare 8 ore al giorno? alzarci sempre la mattina presto, arrivare a 60 anni guardaci indietro e capire che non abbiamo fatto niente di quello sognavamo a 20? e pensare che ormai è troppo tardi, la pensione è vicina e che magari ci godremo la vecchiaia con la nostra bella pensioncina che ci sta pure stretta, perchè intanto l'inflazione è alle stelle, è aumentato tutto e i nostri figli ci vengono a trovare sempre meno? perchè dobbiamo dare tutta la nostra vita ad un lavoro che ci logora che non ci piace e che magari i colleghi e/o i capi ci stanno pure sul?… e poi alla fine della carriera avere un benservito, essere scaricati e ciao!… mi viene una tristezza cosmica… ma in fondo lo hanno già stabilito per noi… quello che sogno io è di discostarmi per quanto possibile da questo modo di vedere, ma soprattutto amare ed essere amato…
    mi rendo conto che forse ho scritto troppo e ti chiedo scusa giuli. forse on era il caso:)
    è anche uno sfogo contro questa Italia che va allo sfascio.
    un abbraccio e buona domenica:)

  4. ma non mi chiedere scusa!!!!
    il negozio di biscotti mi sembra un'ottima idea…io con il mio bambino sarò la tua prima cliente.
    Per il resto, che dire, non posso che condividere!

  5. uh quanti sogni ho e avuto.. il piu grosso di gioventù x mancanza di soldi non aver potuto fare universita e poi biologia marina in francia, adesso direi invece una bella vincita all’enalotto!

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