NADIA TOFFA E LA SOFFERENZA

Nadia Toffa
Giornata di polemiche ieri per l’affermazione di Nadia Toffa secondo cui il cancro sarebbe un dono. Questa mattina la giornalista si è spiegata in un lungo post su Instagram.

Probabilmente era stata un po’ troppo maldestra su un tema molto delicato che riguarda, ahimè, troppe persone. Su un argomento, quello della malattia, su cui non ci si può permettere di banalizzare o di generalizzare.

E così ieri tante, tantissime persone, che hanno lottato o stanno lottando contro il cancro o che hanno affrontato nella vita battaglie diverse, come quella della disabilità, hanno attaccato Nadia Toffa, ricordandole che la malattia, la sofferenza, non sono mai doni, ma mostri orribili, che talvolta è impossibile sconfiggere nonostante una grande forza di volontà, un’infinita voglia di vivere.

Detto questo, immagino che la Toffa intendesse dire che l’incontro con la malattia e la sofferenza sono state per lei motivo di crescita, l’hanno avvicinata a parti di se stessa che non conosceva, l’hanno aiutata a scoprire nuovi significati dell’esistenza. Perché talvolta è proprio dall’incontro con i nostri limiti e con la nostra fragilità che impariamo a scavare dentro di noi per cercare risorse che non sospettavamo di avere ed è proprio con la consapevolezza della possibilità che più ci spaventa, la morte, che comprendiamo il valore del nostro essere al mondo.

In alcuni casi, è vero, l’esperienza del dolore può essere un’opportunità di crescita, ma non sempre, non per tutti e anche quando lo è se ne si farebbe volentieri a meno.

Forse Nadia Toffa avrebbe potuto aspettare un attimo a scrivere il libro Fiorire d’Inverno, in uscita per Mondadori il 9 ottobre, in cui racconta questa sua storia. Un po’di tempo in più, forse, le avrebbe anche risparmiato le molte critiche di chi, evidentemente, l’ha ritenuta un po’ superficiale: il tempo, in questi casi, è importante. Aiuta a prendere le distanze dalle proprie emozioni e a vederle più chiaramente, aiuta ad essere più cauti e a raccontare con più equilibrio, con meno sorrisi e più consapevolezza.

Ma invece forse nello scrivere il libro avrà trovato il tono giusto per parlare di cose importanti che le è un po’ mancato sui social: lo sapremo ad ottobre.

 

Photo by Martha Dominguez de Gouveia on Unsplash

2 thoughts on “NADIA TOFFA E LA SOFFERENZA

  1. IO SARO CONTROCCORENTE MA NON LA SOPPORTO! PURTROPPO SO COSA VOGLIA DIRE AVERE IL CANCRO E SINCERAMENTE LA TOFFA DOVREBBE IMPARARE A STARE UN PO ZITTA E HA CONCENTRARSI SUL SUO PERCORSO.
    HA SCRITTO PURE UN LIBRO …COME DIRE CORRO SENZA AVER PRIMA CAMMINATO…

  2. Io credo che ognuno viva l’esperienza della malattia e ancora piu’ della malattia grave a suo modo….non mi sento assolutamente di giudicare la Toffa che sicuramente per autoconvincersi continua a dare messaggi di “leggerezza” come se guarire dal cancro fosse come bere un bicchiere d’acqua. Sul libro basta non comprarlo, sulle sue dichiarazioni ha il diritto di dire cio’ che vuole come chi la ascolta ha il diritto di non condividere.

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