Padri e cura dei figli e della casa: strada ancora molto lunga

È uscito il report State of the World’s Fathers redatto da Promundo e presentato in questi giorni a Vancouver nell’ambito della conferenza Women Deliver. Il rapporto non presenta dati incoraggianti e l’Italia non ne esce certo in modo molto lusinghiero: i padri si occupano in tutto il mondo molto molto poco della cura dei figli e della casa, ambiti che rimangono per la massima parte ancora gestiti dalle donne, e la strada verso un equilibrio è ancora lunghissima.

Questo fatto è legato sia alle normative e alle leggi sul congedo di paternità, assenti in alcuni casi e limitate in altre (in Italia il massimo è di 6 giorni), sia alla mentalità e alle regole sociali, tanto è vero che spesso, anche laddove previsto, il congedo di paternità non viene utilizzato.

È vero che la situazione risulta leggermente migliorata negli ultimi anni e il tempo che i padri dedicano alla cura dei figli e della casa è aumentata un po’ in termini di minuti al giorno, ma la sproporzione tra donne e uomini in questo senso è ancora impressionante ovunque, come risulta dai vari grafici contenuti nel report. Anche nei Paesi in cui le cose vanno meglio, come alcuni paesi nordeuropei, lo squilibrio è ancora notevole. In Italia la proporzione è di 315 minuti trascorsi dalle donne nella cura di figli e casa contro i 104 degli uomini.

Dai dati risulta che, globalmente, per raggiungere un reale equilibrio nel tempo dedicato al lavoro non retribuito tra donne e uomini, gli uomini dovrebbero dedicare mediamente 50 minuti in più al giorno a queste attività, secondo la regola + 50 minuti = 50 per cento.

Quello che colpisce leggendo il report è che questa disuguaglianza comincia già nell’infanzia, per cui le ragazzine si dedicano molto di più dei loro coetanei all’aiuto nelle faccende domestiche.

Nel considerare il tempo dedicato al “lavoro non retribuito”, il report tiene conto, e questo è un aspetto importante, non solo del lavoro per la cura fisica dei figli o del lavoro in casa, ma anche dedicato alla cura degli aspetti psicologici ed emozionali dei bambini, pure estremamente importanti.

Ancora oggi un po’ dappertutto si ritiene che i padri siano coloro che devono mantenere la famiglia dal punto di vista economico e che la responsabilità della cura dei figli e della casa sia essenzialmente delle donne. Ma anche nel caso in cui le donne abbiano un lavoro di responsabilità o comunque full time, rimane comunque profondo il gap tra il tempo dedicato al lavoro non retribuito da lei e dal suo compagno.

I cambiamenti culturali, si sa, richiedono molto tempo e la strada da percorrere sembra ancora molto, troppo lunga.